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La difficile situazione delle due partecipate del Comune di Alessandria, Atm e Amiu, è stata oggetto questo mercoledì mattina di una riunione in Prefettura ad Alessandria. All’incontro erano presenti, oltre al Prefetto, Giuseppe Antonio Amelio, e al suo capo di gabinetto, Fabrizia Triolo, anche il sindaco di Alessandria, Maria Rita Rossa e il segretario generale Antonio Tumminello. Per Valenza era invece presente il primo cittadino Sergio Cassano.  Per ATM, l’azienda di trasporti alessandrina, c’erano invece il presidente Gian Paolo Cabella e il direttore Pierluigi Calizzano. Presenti per Amiu, l’azienda di igiene urbana, sia il Presidente Valerio Gennaro che il Direttore generale  Pier Carlo Bocchio. L’incontro in Prefettuta ha inoltre visto la partecipazione dei segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil e rappresentanti di USB e UGL. Il Prefetto ha ribadito la grande attenzione posta al problema sottolineando la necessità di non interrompere servizi essenziali corrispondendo regolarmente gli emolumenti ai dipendenti. Il sindaco di Alessandria, Maria Rita Rossa ha illustrato l’attuale situazione: “Il Comune – ha dichiarato – anticipando le somme necessarie, si troverà con una disponibilità di cassa di soli 70 mila euro circa. Accettiamo questa situazione perché riteniamo tassativo che i dipendenti abbiano i loro stipendi e possiamo affrontarla anche grazie all’anticipo sui rimborsi per il trasporto pubblico ricevuto dall’Amministrazione Provinciale”. Il sindaco ha poi… continua su: Palazzo Rosso al verde: pagati gli stipendi di Amiu e Atm in cassa solo 70 mila euro

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RadioGold Il sindaco di Alessandria su Radio Gold alle 17.35

A dieci giorni dall’insediamento a Palazzo Rosso, il sindaco di Alessandria Rita Rossa, interverrà alle 17.35 in diretta su Radio Gold per fare il punto sulla situazione in Comune e le prospettive future. Se volete intervenire e fare domande prenotatevi chiamando la redazione allo 0131 – 221887 RadioGold Il sindaco di Alessandria su Radio Gold alle 17.35

La Redazione

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Alessandria | La giornata di oggi, lunedì 28 maggio, si profila come impegnativa tanto per la nuova amministrazione di Palazzo Rosso, con scelte e decisioni come quelle relative agli stipendi Atm, quanto per l’opposizione del centrodestra, con l’assemblea del coordinamento provinciale Pdl… continua su: Un “lunedì” di scelte e decisioni da prendere AlessandriaNews – Quotidiano online della provincia di Alessandria.

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Alessandria, Primi segnali dal Palazzo

by CorriereAl E’ davvero troppo presto per criticare Rita Rossa, o per esaltarne l’operato. Roba da detrattori a priori, o da fans incalliti, e non ci va di far parte di nessuna delle due categorie. Dopo tre o quattro giorni, il nuovo sindaco di Alessandria ha avuto giusto il tempo di guardarsi attorno, capire la situazione generale e prendere le prime decisioni urgenti, programmando le altre per la prossima settimana.

Il primo appuntamento vero sarà la convocazione del consiglio comunale. Lì sindaco e giunta si presenteranno davvero, e allora capiremo anche quali sono le intenzioni rispetto a tanti delicati snodi critici: a partire dall’eventuale dichiarazione di dissesto, per poi passare ad una serie impressionante di emergenze, che è non stiamo ad elencare qui, ma su cui torneremo puntualmente.

Qualche considerazione spot sulle giornate post elettorali però facciamola, dai:

1) Saggia (e mediaticamente ben gestita) la decisione di sospendere l’utilizzo di 330 telefoni cellulari intestati all’ente, 47 parcheggi gratuiti in piazza della Libertà e  6.000 pass per il parcheggio auto in zona blu. 6.000? Io pensavo fosse partito quanto meno uno zero di troppo, ma continuano a confermarmi il numero: mah….
Naturalmente sarebbe bello se, sul sito dell’ente, fosse in futuro pubbicato quante utenze e pass sono stati riattivati.

2) col cavolo che l’assessore è un mestiere poco ambito. Per i prossimi amministratori di Palazzo Rosso si profilano tante grane, e poca moneta. Eppure, anche se nessuno lo ammette, gli aspiranti sono numerosi. Senso civico o disoccupazione dilagante?

3) la luna di miele tra sindaco e città questa volta non ci sarà. Non per colpa di Rita Rossa, ma perché tira proprio, ad Alessandria come nel Paese, un’aria di disillusione e disincanto. Come testimonia l’astensione record. Non è detto che sia solo un male: sarà uno stimolo in più per i nuovi amministratori, con la prateria tutta da ri/conquistare.

4) questo blog negli ultimi anni non è stato tenero con Piercarlo Fabbio. Lo abbiamo criticato senza sconti sul piano delle scelte, pur rimanendo convinti (Andrea ed io) che l’ex sindaco è persona privatamente gradevole. Fabbio peraltro si è dimostrato gran signore, e ha sempre incassato con fair play le nostre valutazioni, e anche i commenti spesso molto duri di alcuni lettori. Diamogliene atto.

A Rita Rossa auguriamo buon lavoro, apprestandoci naturalmente a valutarne l’operato con immutato spirito critico, da alessandrini che amano la loro città, e che sono per scelta, vocazione e divertissment un po’ bastian contrari, e  da sempre battitori liberi.

E. G.

CorriereAl

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Buona fortuna, Alessandria

Associazione Città Futura – Alessandria  di Giancarlo Patrucco E così, siamo arrivati al voto. In altre campagne elettorali, in altre circostanze, il giorno delle elezioni suonava come una liberazione. Finalmente! Dopo tanto strombazzare di comizi, contraddittori pubblici e colpi bassi privati, dopo profusioni di manifesti, volantini, porta a porta, lettere personali e cumulative, proclami, invettive, banchetti, presidi, bandiere ed inni, ecco arrivato il momento. Ognun da sé, a farsi i propri conti, a mettere in linea le proprie certezze e in riga le proprie fedeltà.

Chi sta in Alessandria sa che quella contesa, quella disputa intorno a Palazzo Rosso, gli alessandrini l’hanno sempre avuta nel cuore, come a Siena il Palio e .a Venezia la regata storica Molto, molto di più delle campagne elettorali per la Provincia e per la Regione. Persino più delle consultazioni politiche nazionali. Chi conosce gli alessandrini sa che poco può eguagliare la passione che nutrono verso la loro città. Probabilmente i Grigi. Chissà.

Spesso, la loro passione è stata ripagata dalla singolarità degli eventi. Il primo sindaco socialista di un Comune capoluogo, il più grande Psi d’Italia in coppia con Salerno, la prima vera svolta leghista in Piemonte col sindaco Calvo.  Non ci siamo fatti mancare nulla, negli anni, compresi i disastri e i tracolli.

Questa campagna 2012, invece, ha deluso un po’. Tanto per cominciare, non è mai partita davvero. Altro che Leggi l’articolo completo

Corriereal.

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Alessandria,Altri problemi per il Comune: il Tar dichiara illegittime le nomine di tre dirigenti.

26 Mar. 2012  •  CRONACA  •  Alessandria Un’altra bega da risolvere dopo le elezioni. Chiunque arriverà, passata la tornata elettorale, avrà già il suo bel da fare ad Alessandria. Dopo il sostanziale congelamento, almeno fino al primo turno (a causa della richiesta di altri atti da parte della Corte dei Conti ndr), della situazione finanziaria del Comune, l’ultima questione aperta è quella sollevata dal Tribunale Amministrativo del Piemonte. Quest’ultimo ha dichiarato illegittime le delibere che hanno confermato nel ruolo di dirigenti, ma con aree di competenza nuove, Enrico Pellizzone e Pier Giuseppe Rossi. In pratica il Tar ritiene si sia trattato di ‘nuove assunzioni’. Illegittima inoltre anche la delibera che ha conferito a Nicola Sirchia l’incarico di direttore dei Lavori e delle Opere Pubbliche, mansione prima attribuita all’ingegnere Marco Neri, autore del ricorso.

IN DETTAGLIO: nell’ambito di una riorganizzazione voluta dal sindaco per contenere i costi, Pellizzone era divenuto responsabile dei Servizi di Pianificazione, Sviluppo Territoriale ed Economico e Lavori Pubblici. Rossi invece era stato messo a capo invece delle aree per i Servizi alla Città, Persona e Sicurezza. Ebbene, le due delibere, secondo il Tar, avrebbero confermato il ruolo dirigenziale, a fronte però di un’assegnazione diversa di incarichi che in realtà dovevano essere attribuiti con una ‘procedura selettiva adeguatamente pubblicizzata’. Insomma, era necessario un concorso cui tutti potessero partecipare senza passare per l’assegnazione diretta come invece è avvenuto.

Tornando all’autore del ricorso, Marco Neri, il Tribunale amministrativo ha respinto le sue richieste, ma solo perché  di competenza del giudice del lavoro. Le sue aspettative ora troveranno un altro percorso, ma la sua azione ha prodotto comunque scompiglio a Palazzo Rosso per il conseguente ’annullamento delle delibere che hanno affidato gli incarichi a Pellizzone, Rossi e Sirchia. Ora il Comune potrà solo ricorrere al Consiglio di Stato. Una soluzione in grado, quantomeno, di allungare i tempi per un circa un mese e mezzo, in pratica fino alle elezioni, prima di capire se l’amministrazione dovrà necessariamente scegliere i ‘nuovi’ dirigenti. La decisione del Tar, tuttavia, alimenta altre domande. Se il Tribunale amministrativo ha deciso di annullare le delibere per i casi citati il dubbio è che il principio possa trovare applicazione anche per alcune situazioni che sembrano analoghe: quelle di Ravazzano e Ansaldi. In particolare Carlo Alberto Ravazzano è passato dal ruolo di Ragioniere Capo a Direttore organizzativo di Base dell’Area Servizi alla Città, alla Persona e Sicurezza. Il tutto con assegnazione diretta. Il sindaco giustificò quel cambio di incarichi con la possibilità di ‘attribuire nuove ed ulteriori funzioni’. Un nuovo incarico lo ha assunto anche Paolo Ansaldi, divenuto, da Capo Gabinetto, Ragioniere Capo.

Comunque, ciò che interessa ora è la situazione attuale e le possibili reazioni. Pier Giuseppe Rossi, raggiunto telefonicamente da Radio Gold, ha dichiarato di ‘non aver ancora letto nulla’ e per questo non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Ieri sera invece non risultavano raggiungibili Nicola Sirchia ed Enrico Pellizzone.

Fabrizio Laddago

Alessandria, Barosini: “Il terzo polo sono io”

by CorriereAl. Domenica scorsa l’ho incontrato per caso in via Ferrara, in mezzo a tanti alessandrini riversati in centro per una passeggiata di relax, complice una bella giornata dal sapore primaverile. Ho sentito una voce che mi diceva “Aho’, vie’ qua!”. Mi sono girato, ed era lui, Giovanni Barosini, Gianni per gli amici, candidato Udc a Sindaco di Alessandria. Mi fermo e scambiamo due chiacchiere, sia perché il personaggio mi è naturalmente simpatico, sia perché la sua visione dei giochetti politici intorno a Palazzo Rosso spesso si è rivelata interessante e “rivelatrice”. Mi dice subito che ha trascorso il pomeriggio domenicale, insieme ad un militante del suo partito, a distribuire volantini e a chiedere il voto ad un corpo elettorale che, almeno a suo dire, è ancora incerto su chi votare. ”La gente lo deve capire, che non ci sono solo la Rossa e Fabbio”, scandendo bene i due cognomi, con piglio battagliero e voce roca. “Il bipolarismo non esiste più, oggi c’è il tripolarismo”. E su chi sia la bandiera del terzo polo il candidato Udc non ha molti dubbi: “Il terzo polo lo rappresento io… gli altri, se vogliono, possono unirsi a me”. Poi, parlando dei suoi sfidanti più temibili, si lascia scappare che “la Rossa alla fine proporrà sempre le stesse facce e la stessa squadra della Scagni”. Cambia solo il colore dei capelli, insomma. E Piercarlo Fabbio? “E che ti devo dire… il Pdl non poteva non ricandidarlo, perché avrebbe voluto dire ammettere la sconfitta non tanto del singolo, ma di una intera squadra”. Non solo. “Guarda, io ho provato prima a stare con Fabbio, poi con la Rossa, e ho sbagliato in tutti e due i casi”. Urca. “Ti dirò di più: avrei potuto fare un accordo preelettorale per fare il vicesindaco con la Rossa, ma ho preferito correre da solo”. Vabbe’… ma allora con chi si apparenterà Barosini, se non andrà al ballottaggio? “La domanda mi infastidisce” ribatte lui, “e non ti rispondo”. Gli faccio notare che le domande “gradite” le fanno già in tanti. “Sai che ti dico, allora? Che ti risponderò solo dopo che l’avrai chiesto anche agli altri due, a Fabbio e alla Rossa!”. Tripolarismo allo stato puro.

A. A.

Alessandria, Teatro Comunale: la vergogna continua.

by CorriereAl. Entusiasmo francamente un po’ fuori luogo, quello del sindaco Fabbio e di qualche suo acritico sostenitore ad oltranza in merito alla vicenda della chiusura del Teatro Comunale di Alessandria,

Non entriamo qui nel merito della polemica con l’Arpa sulla tempistica di intervento.
Ci limitiamo invece a constatare che per fortuna gran parte del centro destra non segue il primo cittadino nell’arte di ribaltare una pessima frittata. Il silenzio a volte è davvero d’oro, o almeno dignitoso.

Il Teatro Comunale è chiuso da ormai un anno e mezzo a causa del pressapochismo e del dilettantismo degli stessi amministratori che ora esultano e si auto elogiano, nell’ennesimo tentativo di “coglionare” gli alessandrini. Che, peraltro, per almeno il 90% non frequentano il Teatro suddetto, per cui probabilmente la questione poco li tange, e magari credono pure alla favoletta  made in Palazzo Rosso.

Ma almeno noi, che facciamo parte dell’altro 10%, cerchiamo di conservare memoria dei fatti.

Cinque anni fa Alessandria pareva essere a buon punto per arrivare ad essere la sede del secondo Teatro Stabile del Piemonte. Con tutte le ricadute positive del caso, occupazionali e di prestigio.

Di questo riparleremo presto, spero: con qualche approfondimento inedito.

Oggi comunque, grazie alla politica culturale del sindaco Fabbio e dei suoi collaboratori più stretti, la città ha una stagione teatrale da oratorio, e per fortuna sul fronte cinematografico c’è a poca distanza dalla città, a Castelceriolo, quella piccola oasi di intelligenza che è il Macallé, a compensare in parte l’insipienza della politica comunale.

Immagino che ormai l’apertura reale del Comunale sia da prevedere per settembre, e vedremo con quale tipo di proposta (e di giunta, peraltro).

Intanto però, nel leggere che all’interno dei locali in questi mesi si poteva entrare solo con tuta da astronauta, mascherina e doccia in uscita, noi continuiamo a chiederci perché, a chi nel settembre 2010 è stato probabilmente esposto alle fibre d’amianto, nulla è stato comunicato: rischi potenziali, possibilità di effettuare controlli, ecc….Giochiamo alla lotteria del mesotelioma, puntando sul fatto che potrebbero volerci venti o trent’anni, quindi tana liberi tutti?

Infine: veniamo a sapere da una conferenza stampa della Cgil, e non dagli amministratori del Tra, che  sta per scattare la cassa integrazione per i 15 dipendenti, e la riduzione dei loro stipendi.
Ma vi pare possibile?

E. G.

Alessandria, Palazzo Rosso: chi ha paura del dissesto?

by CorriereAl Chissà quale contributo essenziale ha portato il sindaco Piercarlo “Schettino” Fabbio da Alessandria alla riunione nazionale del Pdl di ieri sera. Speriamo che ci aggiorni al più presto sul tema. Ci interessa moltissimo.

Intanto il consiglio comunale di Palazzo Rosso, orfano del suo condottiero, ha mostrato di comprendere la gravità della situazione, ed è già qualcosa. Non che, prima dell’abbandono dell’aula da parte della Lega e delle forze di centro sinistra, si sia deciso alcunché, ne poteva essere altrimenti, data l’assenza del sindaco.

Ci sono stati interventi equilibrati, altri più schierati, ma nessuno alla fine che sia andato davvero fuori tema, o che abbia detto, francamente, bestialità di particolare rilievo.

Al tempo stesso, però, man mano che il dibattivo procedeva, appariva evidente che il dissesto dell’ente sembra far paura a tanti, se non tutti. Perché? Attenzione: è chiaro che, se il dissesto non fosse nei numeri, non avrebbe senso dichiararlo. Ma qui si ha come l’impressione che ci si altro: ossia che la politica, nel suo insieme, abbia il timore di perdere il controllo della situazione, ossia che il giocattolo si rompa, per un tempo indefinito.

Così, quando il mio omonimo (che ormai, qualsiasi cosa dica, viene spernacchiato: eh sì che è rimasto l’unico onorevole a Palazzo Rosso!) auspica l’arrivo di un commissario, o di un tecnico “alla Monti”, addirittura per cinque anni, probabilmente a molti corre un brivido lungo la schiena.

Per ragioni affettive? Per amore della politica insomma? Per interessi personali? O semplicemente perchè, improvvisamente, tanti mariti vedono lo spettro di noiose serate invernali da trascorrere in famiglia, o con la parentela allargata?
Tutte le ipotesi sono valide naturalmente, fate la vostra.

Certamente però, nell’imbarazzante latitanza del sindaco, il consiglio comunale, condotto con grande serietà ed equilibrio da Cuttica di Revigliasco, non poteva oggettivamente ieri sera fare altro, o di più.

Il pallino torna ora nelle mani di Fabbio, e considerato il tenore delle sue ultime esternazioni non saprei francamente quanto questo possa tranquillizzarci.

In attesa di sapere quali assi (o due di picche) il primo cittadino abbia ancora da giocare, prendiamo però anche atto del fatto che il prefetto Castaldo, con procedura piuttosto irrituale, ha affidato ad una radio locale l’esternazione del proprio punto di vista sulla vicenda bilanci. E ci è parso più preoccupato dalle “voci destabilizzanti” che dalla situazione finanziaria di Palazzo Rosso. Incrociamo le dita.

E. G.

Alessandria, Corte dei Conti: “la fase due del dissesto guidato”. Azioni e reazioni.

La pronuncia della Corte dei Conti sulle “risposte mancanti” dei bilanci 2010-2011 è arrivata a Palazzo Rosso. Un mese di attesa che ha aperto ora lo scenario del dissesto congiunto: altri 30 giorni per apportare le dovute modifiche, con la sola alternativa di dichiarare prima il dissesto finanziario da parte dell’esecutivo… continua su: AlessandriaNews – Quotidiano online della provincia di Alessandria.

» Pronuncia Corte dei Conti: altri 30 giorni. Arriva anche il commento del sindaco

» Aspettando il pronunciamento della Corte dei Conti

» A “lezione” dalla Corte dei Conti per le prime verifiche alle correzioni di bilancio

Alessandria, Filippi: “Sarò presidente finché ci lasceranno lavorare”

Che ne sarà delle Province, e dei loro dipendenti? Con Paolo Filippi continuiamo il viaggio tra i dubbi e le incertezze degli amministratori di Palazzo Ghilini. Ma parliamo anche del suo futuro politico, delle elezioni a Palazzo Rosso e di Energia e Territorio… continua su: AlessandriaNews – Quotidiano online della provincia di Alessandria.

Alessandria, [BlogLettera] A proposito dell’ultimo consiglio comunale di Palazzo Rosso.

Già, strana coincidenza… sarà il caso di chiedere spiegazioni a chi ha convocato il Consiglio Comunale.

by CorriereAl, Scrivo per soddisfare una semplice curiosità. La scorsa settimana è stata approvata la tanto discussa, e a mio avviso anche discutibile, terza variante del piano regolatore. Dopo mesi di discussioni, in quattro e quattrotto, si convoca il consiglio e si approva la nuova colata di cemento sulla citta e sulle colline. Dov’e’ la stranezza? Semplice, la convocazione è avvenuta, guarda caso, proprio mentre il consigliere Bellotti (unico membro del comitato presente a Palazzo Rosso) era in ferie. Sono certo che si sia trattato di una coincidenza, ma……… Qualcuno avrebbe voglia di aiutare un cittadino nella ricostruzione dei fatti? PS: questa domanda è fatta a titolo personale,non come rappresentante del comitato “noidivalle”. Ringrazio fin d’ora, chiunque mi aiuterà nella ricerca. Simone Lumina

Alessandria, Circoscrizioni al capolinea?

Postato il 7 febbraio 2012 da ettoregrassano. Che ne sarà delle circoscrizioni alessandrine? Il tema sarà dibattuto stasera in consiglio comunale, e merita senz’altro un po’ di attenzione. Allora: c’è una legge dello Stato, e a quella non si scappa. Al rinnovo dei consigli comunali, le circoscrizioni così come esistono oggi spariranno per tutte le città sotto i 250 mila abitanti, Alessandria compresa. Ci mancheranno? Per quel che fanno oggi, nessuno si strapperà i capelli, certamente. Le poche volte che le si è sentite menzionare, durante il mandato Fabbio, è perché nelle loro sedi si teneva qualche dibattito politico, più o meno noioso. Per il resto,  risorse scarse, e pochissima capacità e forse voglia di incidere sul territorio di riferimento, e di segnalare, se non altro, esigenze e difficoltà del territorio, e degli abitanti. Non per fare lo sponsor elettorale di nessuno, ma non credo di dire una falsità se affermo che un solo cittadino, Pier Carlo Lava, con la sua associazione in un anno ha individuato e portato all’attenzione dell’opinione pubblica più questioni concrete di tutte le cinque circoscrizioni alessandrine (Nord, Centro, Sud, Europista e Fraschetta) messe insieme. Quindi giusto abolirle, punto e basta? Neanche per idea: io sono d’accordissimo con chi, da fronti opposti (per certo Emanuele Locci e Giorgio Barberis, ma magari anche altri) hanno più volte ribadito l’importanza del concetto di partecipazione, che non significa andare semplicemente a votare ogni cinque anni, o ricevere ‘ogni morte di papa’ la visita di un amministratore di Palazzo Rosso che ascolta un po’ di proteste, dice quattro ovvietà e se ne torna tranquillo alla base. Una comunità o vive realmente, dibatte, partecipa, propone e decide, o non è una comunità. Per questo l’auspicio è che non tanto stasera (l’amministrazione Fabbio ormai è al capolinea, il dialogo con l’opposizione azzerato da tempo, e i restanti due mesi e mezzo di mandato dipendono da verdetti di cui siamo sempre in attesa, ormai alla Godot in verità: tra farsa e teatro dell’assurdo), ma subito dopo le elezioni chiunque avrà il mandato di governare Alessandria si ponga, davvero e non in maniera rituale, il problema di come dar voce non solo a cinque macro aree, ma a tanti quartieri e sobborghi oggi assolutamente abbandonati a se stessi, e ad un destino di aree dormitorio che non è assolutamente giusto, ne irreversibile. Basta volerlo: e naturalmente essere in grado di mettere in campo idee e progetti. Ma d’altra parte, se non si è capaci di fare gli amministratori pubblici, meglio starsene a casa. http://ilcontrovento.wordpress.com/

Le Circoscrizioni. Concordo su quanto afferma Ettore Grassano nella sua lucida analisi, in quanto sono fermamente convinto della necessità inderogabile che le circoscrizioni vadano mantenute, a mio modesto avviso, le stesse sono un importante anello di congiunzione fra la realtà della città e chi l’amministra,  e questo indipendentemente da chi vincerà le elezioni e governerà la nostra città. Ovviamente sarà opportuno rivederne la composizione e le funzioni, inoltre sarà determinante affidare l’incarico a cittadini che si impegnino ad operare con efficienza, professionalità e sopratutto che abbiano veramente a cuore i problemi della città. Sarà altresì fondamentale, che in futuro, la nuova Amministrazione Comunale, tenga maggiormente in considerazione le indicazioni sui problemi che arriveranno dalle circoscrizioni, con un atteggiamento di ascolto ben diverso da quanto sinora fatto.

Pier Carlo Lava Leggi l’articolo completo

Alessandria, Barosini: “Via i veleni dalla politica”

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Ha firmato la mozione di sfiducia a Fabbio, “ma con tormento interiore”. Indica in impegno, onestà e competenza le doti indispensabili al prossimo sindaco di Alessandria, e affila le armi in vista della ‘battaglia di primavera’. Una chiacchierata a tutto campo con il candidato sindaco di Udc e Fli, che lancia un appello ad altre liste moderate: “venite con noi, insieme possiamo vincere” “Ma lo sa che ormai soffro della sindrome del campanile? Non riesco più ad allontanarmi da Alessandria, devo sempre sentirla vicina, vederla. Ho anche rinunciato ad un convegno interessante a Venezia: dovrei star via tre giorni, e non me la sento”. Gianni Barosini, presidente del consiglio provinciale e candidato sindaco a Palazzo Rosso per Udc e Fli (ma anche con il supporto di due liste civiche) ci racconta come sta vivendo le convulse settimane politiche di questo inizio di 2012, e come si sta preparando, con passione che appare autentica, alla ‘battaglia di primavera’. Presidente Barosini, ma cos’è precisamente questa sindrome del campanile? Sa quel che succedeva ai contadini di una volta, che si allontanavano di casa e dai loro campi solo per quel tanto che consentiva loro di continuare a vedere il punto più alto del villaggio, che appunto di solito era il campanile della chiesa? Beh, l’altra sera ne parlavo con qualche amico, e constatavo che per me, alessandrino da trent’anni e innamorato di questa città, è ormai così… Non sarà mica che, da politico consumato, non vuole perdere il controllo della situazione neanche per un giorno? Ma no, è proprio che mi piace esserci, parlare con la gente. Se sono costretto a stare lontano telefono continuamente, penso a cosa sta succedendo. Quanto alla politica, io la amo, e al tempo stesso vorrei davvero contribuire, in questi mesi, a svelenire il clima generale. La situazione è difficile, e chi ha governato Alessandria non solo negli ultimi cinque, ma direi almeno negli ultimi dieci anni ha serie responsabilità. Che però non devono mai trasformarsi in odio, in rabbia sopra le righe. Lei alla fine ha firmato la mozione di sfiducia del centro sinistra contro Fabbio, ma con qualche tentennamento: o sbaglio? Con tormento interiore, per essere precisi. Da un lato mi sono reso conto che, firmandola, stavo comunque interpretando il sentimento della maggioranza degli alessandrini, che non ne possono più di come Leggi l’articolo completo

Insieme in bottega: ma i clienti come li convinciamo?

Amici di CorriereAl ‘Insieme in bottega’ è un bel titolo. Quali saranno i contenuti cominceranno a scoprirlo oggi, i negozianti alessandrini, se decideranno di partecipare (ore 11,30 in sala Giunta a Palazzo Rosso) al primo degli incontri promossi dal nuovo assessore al Commercio Davide Buzzi Langhi (nella foto). “Ascolteremo proposte e faremo le nostre”, sottolinea l’assessore, che ha invitato i rappresentati di Ascom e Confesercenti, dell’Oadi e delle altre associazioni. Ma possono partecipare, attenzione, anche i singoli esercenti, ed è sacrosanto che sia così. Temi sul tappetto ce ne sono eccome. A partire certamente dal tema liberalizzazione degli orari: è giusta o è sbagliata? Un amico domenica sera mi ha detto: “crisi, crisi: ma oggi l’Outlet era strapieno”. Stesso discorso, ho letto per Panorama ad Alessandria, e per altri Leggi l’articolo completo

Alessandria, Bilancio partecipato.

Nessuna classe politica e dirigente, salve timide parvenze, è riuscita per ora a trasformare una risorsa che è il nostro territorio, in ricchezza economica, occupazionale, sociale e culturale. Siamo allora all’anno zero? Che straordinaria occasione per chi sarà l’eletto. Le prossime elezioni amministrative rappresentano un momento di fondamentale importanza per il futuro politico della nostra comunità. Per il nuovo ed agognato Sindaco auspico che si ponga come sempre come punto di riferimento principale la solidariètà e la legalità. Tale obiettivo assume molta più rilevanza se si considera il quadro politico di crisi economica nazionale in cui ha operato anche questa uscente amministrazione comunale; il tutto è stato aggravato anche dal fatto che la programmazione europea sugli investimenti pubblici e privati, rivolti allo sviluppo economico, ha subito un forte ritardo. Tra il Palazzo e la Città così si è aperto un abisso. Forse a Palazzo Rosso  ancora non lo sanno, ma ad Alessandria nessun cittadino dotato di buon senso vuole stare più a guardare, in un momento tanto complesso per la nostra cittadinanza che meriterebbe di essere governata con maggiore incisività, lungimiranza e coesione. Per conto mio credo che sia necessario un cambiamento metodologico nell’agire politico che sappia trovare convergenze su programmi chiari di risanamento e sviluppo, per evitare isolate fughe in avanti, azioni di forza o peggio accordi sottobanco. La nostra comunità ha bisogno di programmare il proprio avvenire senza più perdersi nell’infruttuosa “bagarre politica” di chi, una volta dalla maggioranza ed una volta dall’opposizione, ha come unico obbiettivo quello di perpetuare la propria esistenza politica. In questo senso, io propongo cosa? In questi ultimi tempi si è parlato troppo , ma mai a sproposito di bilanci e di presunte irregolarità nella loro stesura e nella gestione più in generale della cosa pubblica, di una incapacità di chi dovrebbe garantire trasparenza e legalità. Ecco che allora io propongo l’utilizzo di un bilancio partecipativo, strumento già utilizzato in diversi comuni d’Italia, che prevede la partecipazione democratica dei cittadini, delle associazioni di categoria, dei sindacati nella previsione delle scelte politico-amministrative, chiedendo a tutte le forze presenti in Consiglio comunale di farsi carico di avviare una seria discussione su questo argomento per la previsione nello Statuto comunale e la composizione di uno specifico regolamento che sappia dare concretezza ai principi di sussidiarietà e partecipazione. Il Bilancio Partecipato è un processo di democrazia diretta, attraverso il quale i cittadini partecipano alle decisioni che riguardano l’utilizzo e la destinazione delle risorse economiche del Comune nelle aree e nei settori nei quali il Comune ha competenza diretta. Questa sarebbe un’iniziativa della Pubblica Amministrazione seria per coinvolgere e motivare i cittadini a partecipare alla Leggi l’articolo completo

Alessandria, Fabbio davanti alla Corte dei Conti.

Alle 12 di oggi, 19 gennaio, il sindaco di Alessandria insieme al neo assessore al bilancio e al “nuovo” ragioniere capo si recheranno in udienza davanti alla Corte dei Conti di Torino per la manovra correttiva dei bilanci comunali 2009-2010-2011. A partire dalle 13.30 circa aggiornamenti in diretta… continua su:AlessandriaNews – Quotidiano online della provincia di Alessandria.

» Tra astenuti e contrari, la “manovra correttiva dei bilanci” passa in Consiglio

» A Palazzo Rosso l’attesa è per il 19 gennaio

Alessandria, Il primato della politica (e degli elettori)

« Amici di CorriereAl Oggi alle 12 il sindaco Piercarlo Fabbio si ri/presenta di fronte ai giudici della Corte dei Conti. Cosa succederà, lo scopriremo a breve dai cronisti alessandrini che per l’occasione stanno raggiungendo Torino. Non abbiamo molta voglia di fare pronostici: ci sembra invece opportuno constatare che questa vicenda ha ormai stancato un po’ tutti. Quindi, se è assolutamente necessario che gli organi deputati al controllo facciano il loro dovere rapidamente e sino in fondo, è altrettanto legittimo, e anzi necessario, che sia i politici che i cittadini sappiano guardare oltre. Immaginando (e costruendo in maniera il più possibile condivisa) per Alessandria un futuro che porti un po’ di slancio, di energia, di fiducia a tutta la comunità. Le esigenze insoddisfatte dei cittadini sono numerose, e le emergenze non mancano. Al di là del clima ‘bellicoso’ da campagna elettorale (di fatto già cominciata), e chiunque vinca le elezioni di maggio, sarà necessario da parte dei futuri amministratori cittadini un approccio trasparente e realista: unica possibilità per riavvicinare ‘il Palazzo’ alla gente, oggi scoraggiata e amareggiata. Chi gira per Alessandria scoramento e sfiducia li percepisce nettamente. Anche se, diciamocelo, è così anche in molte altre parti del Paese. Non attribuiamo insomma a Fabbio più demeriti di quanti non abbia: bastano quelli che ha, e che abbiamo tante volte enumerato. Ma quei 10 o 12 candidati alla poltrona di sindaco hanno davvero programmi ‘risolutivi’, e la capacità e determinazione per realizzarli? Probabilmente no, ma l’essenziale in questa fase è riuscire a guardare avanti, a voltare pagina. Il consiglio comunale di ieri sera a Palazzo Rosso, per quanto molto civile e sviluppato su temi ‘ordinari’, agli occhi di un osservatore esterno aveva un che di irreale, di paradossale, e pure di vecchio. Insomma, con tutto quel che è successo in questi mesi davvero si ha l’impressione che soltanto tornando quanto prima alle urne sarà possibile tentare di ‘riallineare’ Alessandria e la sua rappresentanza polico amministrativa. Che oggi sembrano lontanissime tra loro. E. G.

Molinari candidato sindaco, e Bellotti de Magistris alessandrino?

by CorriereAl. Ci sono giornate che cominciano tranquille, e finiscono col botto. Ieri è stata una di quelle, su almeno due fronti politici. Da un lato, la ‘bomba’ in arrivo da Torino, via Roma: Riccardo Molinari (nella foto) non è più consigliere regionale della Lega Nord  (e ovviamente neppure vice presidente del Consiglio Regionale), per decisione della Corte di Cassazione, Anzi, precisa Molinari, “grazie al giudice Corrado Carnevale (l’82enne ‘ammazzasentenze‘ che i meno giovani ben ricordano, ndr), e a chi vuole destabilizzare la Lega Nord”. A sostituirlo sarà l’ormai ex leghista Michele Formagnana, che raccolse nel 2009 1.700 preferenze, contro le 5.000 di Molinari. E’ un botto, in effetti. E con motivazioni (è una mia opinione, naturalmente) francamente risibili. Però così è, e da oggi partirà il nuovo ‘risiko’ della politica: Molinari resterà a Torino, magari con qualche incarico in giunta, o l’inaspettata sentenza aprirà scenari nuovi e imprevedibili nello scenario politico alessandrino di primavera? Io da mesi sostengo che il segretario provinciale della Lega Nord sarebbe uno dei pochissimi candidati competitivi, all’interno del centro destra alessandrino, per la carica di sindaco di Palazzo Rosso. E questo evento inatteso potrebbe generare una serie di nuove ‘combinazioni’. Ne riparliamo certamente, ma intanto dite la vostra. Attenti però a non sottovalutare l’altro evento della giornata politica di ieri, che è la conferenza stampa di Paolo Bellotti, consigliere dell’Idv di Alessandria, accompagnato dall’acquese Piera Petrini in Levo (persona che non conoscevo, e che mi è parsa molto perbene), ex responsabile amministrativa dell’Italia dei Valori provinciale. Si è parlato di ‘ndrangheta, di variante collinare, di colpi bassi e clima intimidatorio all’interno dell’Idv, facendo un esplicito appello al leader del partito Antonio Di Pietro, Che però secondo me, ad occhio e croce, situazioni delicate come quella alessandrina ne ha da gestire parecchie su scala nazionale. Asupicato anche il materializzarsi di un de Magistris su scala alessandrina: che sia lo stesso Bellotti? Anche qui, non si possono che attendere sviluppi: certo il clima all’interno dell’Italia dei Valori di Alessandria è da resa dei conti, e l’invito a ritrovare unità e coesione emerso nella recente intervista del suo segretario provinciale Enzo Demarte sembra assai lontano dal realizzarsi. Da capire, ora, quale posizione prenderà al riguardo non solo Rita Rossa, ma l’intera coalizione di centro sinistra. E. G.

Alessandria, Bellotti contro IDV e De Marte: “Non mi hanno permesso di usare il simbolo del partito parlando di Valle”

TuonoNews.it – Quotidiano online di informazione e cultura di Alessandria Il Consigliere lancia tre appelli, uno di cui direttamente a Di Pietro. Alessandro Barberis. ALESSANDRIA – E’ un Bellotti show la conferenza stampa convocata questa pomeriggio presso Palazzo Rosso. Ce l’ha con l’IDV, con Vincenzo De Marte, segretario provinciale del partito con cui aveva avuto una lite-zuffa lo scorso giugno, per non avergli permesso di usare il simbolo del partito nella lotta alla ‘ndragheta per la situazione di Valle San Bartolomeo. in particolare dopo il caso-Caridi il Consigliere voleva presentare una mozione per richiedere controlli su eventuali infiltrazioni mafiosi in Comune, ma gli è stata negata l’autorizzazione da parte dei vertici del partito. Il consigliere ha lanciato tre appelli: uno verso gli altri Consiglieri, anche di centro-destra, nel firmare questa mozione; uno direttamente verso Antonio Di Pietro, affinchè “non ci lasci soli in questa situazione” e firmi un interrogazione parlamentare sulla situazione di Alessandria; l’ultimo verso le forze di coalizione di centro-sinistra, “che sostengano con forza Rita Rossa, che non vuole personaggi come Vincenzo De Marte nelle proprie liste”. A fare da “spalla” a Bellotti, l’ex tesoriere della sezione alessandrina dell’IdV Piera Levo, dimessasi dall’incarico qualche mese fa. ”Non siamo qui per dire le stesse cose dette da Presa Diretta – esordisce Bellotti – Tutti sanno che la ‘ndragheta si dirama in “locale” attraverso caratteristiche particolari per emergere: ci vuole un livello gerarchico che dà l’autorizzazione, dev’essere ad una certa Leggi l’articolo completo

Il Carroccio nella tempesta.

by CorriereAl. E’ un vero terremoto politico, quello in corso nella Lega Nord. Bossi che cerca di mettere ‘il silenziatore’ a Maroni, e di vietargli gli incontri pubblici, e decine di sezioni del partito che invece, a quanto si legge sui media,  invitano a parlare l’ex ministro dell’Interno, sfidando l’autorità del leader maximo. Le due anime del Carroccio sono arrivate allo scontro finale? E questo quali possibili ripercussioni potrà avere sul nostro territorio, da Torino fino a Palazzo Rosso? Per chi non è troppo informato sulle diatribe interne alla Lega, sentir parlare di ‘cerchio magico’ piuttosto che di investimenti finanziari del movimento in Tanzania può sembrare arabo. Ma se volete farvi un corso rapido di aggiornamento vi consiglio www.lindipendenza.com, quotidiano on line in rete da pochi giorni, che sta raccontando lo scontro in atto nella Lega con un punto di vista certamente non asettico, ma assolutamente informato, e di godibile lettura. Lì e altrove le metafore e i paragoni storico letterari si sprecano. Bossi diventa di volta in volta Macbeth prigioniero nel suo castello, o una sorta di presidente Mao in salsa padana, prigioniero della nuova ‘banda dei quattro’ (il famoso cerchio magico, appunto). Insomma, che il fondatore della Lega sia fisicamente mal messo non lo scopriamo ora. E a lungo non solo i suoi elettori, ma tutto il popolo italiano hanno dovuto subire il suo linguaggio fatto di rutti, pernacchie e dito medio alzato. Frutto forse anche di una mancanza di freni inibitori ormai imbarazzante. Abbiamo un bel lamentarci della cancellierona tedesca che, alla fine, ci ha dettato le regole in casa: dovremmo però anche, tutti quanti, con un p Leggi l’articolo completo

Alessandria, L’inchiesta sui conti si allarga ad Amiu e Atm.

Procura della corte dei Conti e procura della Repubblica avrebbero aperto un altro filone di inchiesta sulle partecipate Amiu e Atm. Venti milioni per Atm e 21 milioni per Amiu. E’ quanto era indicato, nero su bianco, nel bilancio del 2010 del comune di Alessandria e, di conseguenza, riportato sui bilanci delle due partecipate. Somme che non sarebbero però state liquidate nei tempi previsti. Parte da qui un nuovo filone di inchiesta delle procure della Corte dei Conti di Torino e della Repubblica ad Alessandria relativo ai bilanci di palazzo Rosso che vede coinvolti, per ora, il sindaco Piercalo Fabbio, l’ex assessore Luciano Vandone e il ragioniere capo Carlo Alberto Ravazzano con l’accusa di falso in bilancio, abuso d’ufficio e truffa ai danni dello stato. Intanto, le dimissioni di Vandone da ogni incarico in giunta ha fatto cadere la richiesta del pubblico ministero di sospensione per l’attività amministrativa. A breve dovrebbe chiudersi la prima fase dell’inchiesta con l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio per i tre ovvero il proscioglimento. 10/01/2012 Redazione – redazione@alessandrianews.it

Alessandria, Vandone lascia: per Pd e Lega un atto dovuto. In giunta arriva Buzzi Langhi?

RADIO GOLD – Cosa succede ad Alessandria e provincia – Notizie – Cronaca – Appuntamenti – Politica – Sport – MusicaIl 2012 inizia già con importanti novità a Palazzo Rosso. Luciano Vandone ha infatti rassegnato le dimissioni da assessore e lasciato la giu… [continua]

Alessandria, Ravazzano torna libero ma il Comune resta off-limits .

RADIO GOLD – Cosa succede ad Alessandria e provincia – Notizie – Cronaca – Appuntamenti – Politica – Sport – Musica Carlo Alberto Ravazzano è tornato libero dai ieri pomeriggio anche se gli è stato imposto il divieto di dimorare negli uffici comunali, quindi non potrà più entrare a Palazzo Rosso. Il giudice del Tribunale del riesame ha acc… [continua]