Picco del petrolio: già raggiunto nel 2005.

Pubblicato da Marina. Signori, il petrolio è finito, facciamocene una ragione. La notizia è vera e seria e viene pubblicata da Nature nonché ripresa in italiano da Le Scienze che vi cito testualmente: A partire dal 2005, la produzione convenzionale di petrolio greggio non è cresciuta di pari passo con la crescita della domanda. Noi sosteniamo che il mercato del petrolio è passato a un nuovo e diverso stato, in una di quelle che in fisica si chiamano transizioni di fase: oggi la produzione è «anelastica», incapace cioè di seguire la crescita della domanda, e questo spinge i prezzi a oscillare in modo selvaggio. Le risorse degli altri combustibili fossili non sembrano in grado di colmare il buco. Chiosa, giustamente Debora Billi su Petrolio: Visto che si è finora dimostrato che gli “esperti” di cui si servono i governanti non leggono né i nostri umili blog, e neanche i più autorevoli documenti prodotti da fior di ricercatori ed Università, non rimane che sperare che diano una scorsa almeno a Nature o a Le Scienze. Altrimenti non si capisce proprio come possano continuare ad essere considerati “esperti” (o meglio… tecnici). La mia di chiosa, invece è questa: proprio un paio di giorni fa ragionavo, dopo la lettura del libro di Danilo Bonato di come sia di fatto evidente, manifesto il collasso delle risorse; in termini planetari non ha granché senso continuare a estrarre ogni sorta di materia prima. Ebbene, la soluzione, probabilmente consisterebbe nell’approcciarsi all’ecologia e allo sviluppo sostenibile tenendo presente che sono le basi dell’economia e non i suoi prodotti. I segnali ci sono tutti, gli scienziati ci avvisano anche, cosa aspettiamo? Inermi l’implosione?… continua su:Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it Foto | Flickr

Quando il bio-fuel ruba le terre fertili ai contadini.

Pubblicato da Alessandra. La lotta per la mobilità sostenibile, in Africa, combattuta a suon di monocolture e di jatropha (una delle piante più utilizzate per la produzione dell’olio combustibile) sta mietendo moltissime vittime: la biodiversità, in primis, e le comunità rurali… Ma il più minacciato, forse, è il modello agricolo di piccola scala o di sussistenza quello che, da solo, come sostenuto persino dalla FAO, potrebbe nutrire il mondo in modo ecologicamente responsabile. Inutile ricordare, infatti, che l’agricoltura familiare è quella più amata dall’ambiente (basti pensare all’avifauna, spesso minacciata proprio dall’incalzare delle moncolture) e dalle persone perché consente una maggiore differenziazione biologica e una più ampia varietà di prodotti. Eppure è quasi sempre sacrificata anche laddove è la fame lo spettro maggiore di una popolazione. Terra Nuova, in un suo recente comunicato, parla della situazione in Senegal. Qui il cambiamento climatico si fa già sentire e quest’anno il 60% del raccolto annuale di miglio e cereali sarà perduto a causa della scarsità di piogge durante la stagione umida. Ma le piantagioni di Jatropha non conoscono crisi. Non ancora almeno, se è vero che gli investimenti in questo senso continuano a crescere sulla base del programma nazionale per i biocarburanti lanciato dal governo senegalese nel 2007. Continua a leggere: Quando il bio-fuel ruba le terre fertili ai contadiniEco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it

Boox scooter elettrico che sembra una valigia .

Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it Pubblicato da Marina. Problemi a trasportare lo scooter elettrico nei mezzi pubblici? La soluzione è offerta da Boxx scooter di un metro che somiglia a una valigia. Essendo rettangolare occupa pochissimo spazio; ha un’autonomia di 130 Km e raggiunge la velocità massima di 60 Km; è in alluminio riciclabile e colorato con vernici non tossiche e costa circa 4000 dollari… continua su: Boox scooter elettrico che sembra una valigia Onestamente non so se sia utile, ma è proprio carino e lo si può acquistare qui. Via | Marcelgreen

EnergizAir, le previsioni meteo delle rinnovabili.

Pubblicato da AlterEco Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it. Conoscere le previsioni meteo finalizzate alla produzione di energie rinnovabili. È possibile grazie ad un nuovo portale, www.meteorinnovabili.it, aperto in Italia nell’ambito di un progetto europeo di più ampio respiro, EnergizAir, finanziato dal bando Intelligent Energy Europe del 2008. In Italia sono disponibili le previsioni dell’energia rinnovabile che si può produrre da solare termico e da solare fotovoltaico, mentre in altri Paesi d’Europa che hanno aderito al progetto, tra cui Francia e Slovenia, sono disponibili anche i dati per la produzione da eolico. Il monitoraggio in Italia è diviso in quattro macro-aree geografiche, con la rilevazione fornita dalle centraline dislocate in città del Nord, del Centro, del Sud Italia e nelle isole, esattamente a Milano, Livorno, Roma e Palermo. Da questi bollettini in pratica possiamo sapere, in percentuale, quanta energia potranno produrre i nostri impianti fotovoltaici, piuttosto che quanta acqua calda avremo assicurata dai pannelli termici. Via | Il Tempo

Mortalità stradale in bici, Italia terza in Europa.

Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it Pubblicato da AlterEco. I dati diffusi dall’ANIA, Fondazione per la Sicurezza Stradale, confermano quanto noi temerari ciclisti sappiamo da tempo: in Italia a prendere la bici corri non pochi rischi. Quando si tratta di salire sul podio del demerito noi italiani pedaliamo più veloci di tutti gli altri. E così siamo terzi in Europa per mortalità stradale in bicicletta. Ogni anno in Italia vengono travolti ed uccisi 263 ciclisti (dati 2010), cifra che corrisponde al 6% del totale delle vittime di pirati della strada. Negli ultimi dieci anni sono morti sulle strade italiane 2.556 ciclisti. Prima di noi, la maglia nera la indossano la Germania, con 462 morti nel 2010, e la Polonia che ha registrato 280 vittime. La Gran Bretagna ha un tasso nettamente inferiore di mortalità stradale su bici, 104, anche se comunque troppo alto perché parliamo di vite, non di semplici numeri. Continua a leggere: Mortalità stradale in bici, Italia terza in Europa

Anche i Maya vittime dei cambiamenti climatici.

Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it Pubblicato da AlterEco. Cambiamenti climatici causa della caduta delle grandi civiltà del passato. Ad evidenziare le responsabilità dei bruschi cambiamenti di clima sulla scomparsa di intere popolazioni, un recente studio pubblicato su PNAS a firma dell’epidemiologo australiano Anthony McMichael dell’Australian National University. Le dirette conseguenze dell’aumento o del calo delle temperature globali, quali alluvioni, scarsità idrica, diffusione di malattie infettive, siccità, desertificazione, carestie e temperature troppo rigide per la vita, hanno decimato intere popolazioni, portando alla scomparsa di intere civiltà. Tredicimila anni fa, ad esempio, si susseguirono mille anni di grande gelo che spazzarono via gli insediamenti umani lungo il Nilo. I Maya, altro caso, persero il predominio del Centro America a causa della siccità prolungata che caratterizzò il periodo tra il 760 ed il 920. Anche la caduta della dinastia Ming in Cina nel 1600 è imputabile alla siccità… Continua a leggere: Anche i Maya vittime dei cambiamenti climatici

Gelo e freddo: torna la neve chimica nel Nord Italia?

Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it Pubblicato da Marina. Arriva il gelo nel nord Italia e riprendono abbondanti le nevicate. La preoccupazione è che in quei candidi fiocchi di neve si celino veleni in quantità ragguardevoli e pericolose per la salute. Non è la prima volta che in Val Padana e sopratutto in Lombardia cada la cosidetta “neve chimica”. Il fenomeno della neve chimica, si è verificato una decina di giorni fa con la precipitazione del 17 gennaio e la cronaca della caduta degli strani cristalli la potete leggere su 02blog. Per dire: a Brescia e in 21 Comuni si è deciso per il regime delle targhe alterne al fine di alleggerire le emissioni inquinanti nell’atmosfera. Il provvedimento è discutibile, dimostrato che non funziona e in questo caso vi si sono allegate moltissime deroghe, per cui la pressione del traffico non alleneterà in maniera considerevole. Politici e cittadini confidano in giornate di pioggia che possano lavare atmosfera e strade. Una riflessione la fanno gli ambientalisti per bocca di Elisabetta Patelli di Ecologisti e Reti Civiche che dice: Nella stessa area critica, poco piu’ lontano,a Como, con valori del PM10 di 125 microgrammi/mc del 17 gennaio , pari a 2 volte e mezza il limite consentito, e di 100 microgrammi/mc per le polveri ultrasottili , ancora piu’ letali, si fa finta di nulla. Nemmeno l’episodio inquietante della neve chimica nel milanese, in Brianza, basso varesotto, bresciano e veronese che spalma sul terreno una coltre di veleni , silicati, solfuro ossido di rame, ioduri di piombo, mercurio e cadmio e riesce a far cader il velo steso su un killer invisibile: l’inquinamento atmosferico ,ormai costantemente assestato su livelli inquietanti. Quando eravamo piccoli con la neve si giocava e certamente ce la siamo anche mangiata, oggi dovremo insegnare ai nostri figli a starne lontano come dai detersivi. Un nuovo studio condotto da uno scienziato della Nasa evidenzia 14 misure chiave per il controllo dell’inquinamento: se venissero attuate, si potrebbe rallentare il riscaldamento globale significativamente entro il 2050. Si tratta di interventi per ridurre il rilascio di carbone e metano, inquinanti che aggravano il cambiamento climatico e danneggiano la salute respiratoria… Continua a leggere: Gelo e freddo: torna la neve chimica nel Nord Italia?

Arriva lo stop per gli impianti fotovoltaici in aree agricole.

Pubblicato da Simone Muscas. La notizia era nell’aria da tempo, ma ora è arrivata l’ufficialità: installare impianti fotovoltaici in aree agricole non sarà più possibile; stop quindi alla lunga serie di polemiche degli ultimi anni che puntavano il dito contro una norma che di fatto ha permesso a tanti (forse troppi) proprietari di terreni agricoli di trasformare aree destinate a coltivazione in distese di pannelli per la produzione di energia. A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.19 del 24 gennaio 2012 del Decreto legge n.1/2012 “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” viene quindi a bloccarsi questa possibilità. Nella nuova disposizione normativa (l’articolo di riferimento è il numero 65 del decreto), si prevede infatti che a decorrere dal 24 gennaio 2012, gli impianti fotovoltaici a terra in aree agricole non potranno più accedere al sistema di incentivazione del Conto Energia. Il decreto naturalmente non sarà retroattivo, nel senso che tutti quegli impianti che hanno ottenuto, entro il 24 gennaio 2012, la concessione all’installazione o per i quali è stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo entro la stessa data, potranno avvalersi (normative regionali permettendo) di continuare con le vecchie norme. Piccola modifica anche per le tariffe dei moduli fotovoltaici sulle serre (che potranno continuare ovviamente ad usufruire del Conto Energia): finalmente l’incentivazione per questa tipologia di impianti verrà equiparata a tutti gli effetti a quella spettante per gli edifici anziché da tariffe determinate da medie di calcolo poco intuibili… continua su: Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it Via | Dirittodeiservizipubblici.it Foto | Flickr

Un monumento a Schettino.

Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it Pubblicato da AlterEco, Un monumento a Schettino, no, non sul serio ma per quell’ironia della cattiva sorte, tutta italiana, che ci fa vedere i problemi giganti solo per gli errori dei nani. E così, a seguito del naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio, il Ministero dell’Ambiente si è accorto che c’erano delle belle e luminose città galleggianti che sfioravano troppo da vicino Venezia, la città galleggiante. Eppure cittadini e gruppi ambientalisti, con iniziative come Big ship you kill me, se ne lamentavano da tempo, con scarsi risultati. Le navi da crociera fanno scalo a Venezia dal 2000. Chi lo sa se non si può parlare di 11 anni di tragedie sfiorate, perché se alla storia del comandante fuori di testa, ubriaco, megalomane e cieco e chi più supposizioni ha più ne metta, ci crediamo tutti, di sicuro c’è già un’altra storia: la consuetudine di salutare le isole ed i tratti di costa di pregio avvicinandosi troppo era comune a molte navi. Accolta con favore da isolani e sindaci. Le navi da crociera nel Bacino di San Marco sono andate via via crescendo in lunghezza ed altezza nel corso degli ultimi anni. Oscurano la maggior parte dei campanili veneziani dall’alto della loro stazza imponente, tolgono il respiro alla visuale, sono visibili da terrazzi e tetti. Nel 2000 il numero di passeggeri in transito a Venezia sulle navi da crociera ammontava a 500 mila. Nel 2011 si è sfiorata la soglia dei 2 milioni di viaggiatori… Continua a leggere: Un monumento a Schettino

L’agricoltura sostenibile salverà i greci dalla crisi economica.

Pubblicato da AlterEco Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it Aumenta in Grecia il numero dei disoccupati, giovani e meno giovani, laureati e non, che tornano nei campi per sfuggire alla crisi economica. L’agricoltura, secondo i dati diffusi dalla Confederazione Pan-ellenica delle Associazioni agricole, è l’unico settore che ha manifestato segnali evidenti di ripresa negli ultimi anni. Tra il 2008 ed il 2010 ha creato 32 mila nuovi posti di lavoro, in gran parte occupati dai greci e non da immigrati provenienti dall’Africa e dall’Asia, come avviene solitamente nei nostri campi. Chi aveva qualche ettaro di terreno, ereditato dai nonni, in qualche isoletta sperduta e nelle campagne, ha abbandonato la desolazione occupazionale ed il degrado in cui versa Atene per tornare a zappare la terra, darsi all’ecoturismo o aprire degli allevamenti. I giovani mostrano sempre più interesse per le facoltà di agraria ed i corsi di formazione incentrati sulle pratiche agricole ecologiche, tanto che le iscrizioni in alcune scuole sono più che triplicate negli ultimi anni. I greci vogliono far fruttare la terra e sono interessati soprattutto alla produzione di formaggi e vini… Continua a leggere: L’agricoltura sostenibile salverà i greci dalla crisi economica

Biodiversità da star, quel tafano di Beyoncé.

Pubblicato da AlterEco. Se doveste imbattervi nella rarissima Scaptia (Plinthina) beyonceae, un tafano dall’addome dorato, sappiate che se si chiama così non è affatto un caso. Bryan Lessard, entomologo dell’Australian National Insect Collection, ha scelto questo nome perché è la diva delle mosche, con il suo lato B prominente ed il pelo dorato che ricorda tanto la chioma di Beyoncé. Anche se spesso vengono considerate dei parassiti, in realtà le mosche cavalline svolgono un ruolo cruciale nell’impollinazione di molte piante, spiega Lessard. Ispirarsi allo star system è il lato divertente della tassonomia, la denominazione delle specie, prosegue Lessard. D’altronde, lato B a parte, la mosca è stata scoperta proprio nell’anno di nascita della pop star, nel 1981… continua su:Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it Via – Foto | Australian National Insect Collection

La cattiva fama del Nucleare? Colpa di James Bond.

Pubblicato da Nestor Carnevali. David Phillips, presidente della Royal Society of Chemistry, dovrebbe essere un uomo di scienza, eppure non teme di avventurarsi in dichiarazioni quantomeno bizzarre. Secondo lui i film di James Bond, il riferimento è a pellicole come Agente 007 – Licenza di uccidere, hanno contribuito alla cattiva reputazione del nucleare da parte dell’opinione pubblica in Gran Bretagna e all’estero visto il successo planetario dei film tratti dai romanzi di Ian Fleming. Gli incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima? Poca roba. Certo, sono responsabili, ma fra i detrattori dell’energia ricavata dall’atomo bisogna aggiungere l’involontario lavoro svolto dal perfido Dr. No e dal suo reattore segreto, proprio quello che James Bond fa saltare in aria nel finale del film (non preoccupandosi eccessivamente delle radiazioni emesse) mentre scappa via sfruttando il proverbiale “ultimo istante”. La risposta più azzeccata alla balzana teoria del signor Phillips arriva da Richard George di Greenpeace: Una manciata di film di James Bond non ha certamente danneggiato la reputazione dell’industria nucleare, non è stato necessario, hanno fatto tutto da soli. Non credo che loro avessero mai pensato di realizzare un’isola top secret con un finto vulcano come il Dr. No, se l’avessero fatto gli sarebbe costato comunque meno rispetto a quanto si spende per una singola centrale nucleare… continua su:Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it Via | BBC

ll compromesso: mercato delle balene per salvarle.

Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it Pubblicato da Marina. Ho letto con un certo stupore la proposta fatta da tre studiosi Christopher Costello, Steven Gaines e Leah R. Gerber e pubblicata su Nature: aprire un mercato delle balene per proteggerle. In sostanza i tre scrivono nella loro ricerca Conservation science: A market approach to saving the whales che mettere un prezzo alle balene e lasciarle acquistare ai non-cacciatori, versando i soldi ai cacciatori servirebbe a azzerare il mercato. Ogni anno sono uccise circa 2000 balene e i ricercatori sperano che per spezzare il mercato sia sufficiente far si che a nessuno interessi più cacciarle perché un profitto più semplice sarebbe disponibile: quello dei sussidi. Costello, che per 25 anni ha lavorato all’International Whaling Commission, stima che i profitti totali della caccia alle balene ammontino a 31 milioni di dollari; le varie ONG per sostenere la tutela alle balene e contrastarne la caccia spendono almeno 25 milioni di dollari. E si chiede, perché non versare questi soldi ai cacciatori così da ripagarli comunque? Ma penso che sia una proposta proprio sballata: come si fanno a considerare le balene prodotti e non abitanti di questo Pianeta? E se una simile proposta fosse fatta passare allora sarebbe lecito adottarla per le foche, le mucche, le galline…cioè per proteggere il Pianeta, i suoi abitanti e le sue risorse una parte dell’umanità dovrebbe pagare anche per quelli che non intendono farlo e anzi vogliono speculare. In realtà la caccia alle balene da parte di giapponesi, islandesi e norvegesi si regge su sovvenzioni governative, come ha già spiegato Brigitte Bardot nella sua lettera. Spiega Patrick Ramage, direttore programma balene dell’International Fund for Animal Welfare: Dobbiamo dare ai Governi un buon motivo per sospendere la caccia alle balene… continua su: l compromesso: mercato delle balene per salvarle

Amazzonia, diga Rio Xingu: al via le espropriazioni.

Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it Pubblicato da Marina. La centrale idroelettrica di Belo Monte si farà e gli espropri del terreno sono già partiti. Il Brasile, paese dei BRIC ha fame di energia e di crescita del PIL e non può aspettare o rispettare ambiente e risorse (qui le conseguenze). Ecco dunque che il governo brasiliano lo ha comunicato ufficialmente e senza precedenti consultazioni, attraverso la pubblicazione in Gazzetta: si avviano dunque le espropriazioni di terreno per 300milioni mila ettari, pari a 282mila campi di calcio, nei comuni di Vitória do Xingu, Altamira e Brasil Novo nello Stato del Pará. Lo rende noto Xingu Vivo l’associazione che raggruppa centinaia di movimenti che si battono contro la mega centrale idroelettrica voluta dalla società elettrica Aeenel.

A fine dicembre, però, alla Norte Energia è stata comminata una multa da 9 milioni di Reais brasiliani (quasi 4 milioni di euro) poiché il Rio Xingu è un fiume protetto e ogni attività è interdetta. A fare causa alla Società concessionaria dei lavori della Diga di Belo Monte è stata l’ Associação dos Criadores e Exportadores de Peixes Ornamentals de Altamira (ACEPOAT) e a cui Carlos Eduardo Castro Martins Giudice della Nona sezione del Tribunale di Vara ha riconosciuto le ragioni. I lavori peraltro sono stati sospesi per decreto per 45 giorni, ma mai rispettato dalla Società che ha proseguito le trivellazioni accumulando così le infrazioni e aumentando il valore della multa. In tutto ciò il governo Brasiliano ha proseguito non tenendo conto della sentenza e pubblicando in Gazzetta l’ordinanza per gli espropri.

Secondo Gabriel Granado avvocato dei querelanti di ACEPOAT la multa è stata riconosciuta a causa delle attività di perforazione e sondaggio che precedono appunto i lavori per la costruzione della Diga. A dare ragione ai pescatori anche lo Studio sull’impatto ambientale commissionato proprio da Norte Energia alle società Eletrobrás, Camargo Correia e Odrenrecht che conferma quanto già saputo dai pescatori, ossia che determinate specie di pesci vivono solo in quelle zone. Dunque, un cambiamento negli habitat modificherebbe l’attuale ecosistema facendo crollare l’economia della pesca e della sussistenza… continua su: Amazzonia, diga Rio Xingu: al via le espropriazioni

La leader di Xingu Vivo, Antonia Melo commenta: Questa decisione coinvolge una vasta area e colpisce la vita di migliaia di persone. Foto | Xingu Vivo

Cresce l’eolico, ma aumentano esponenzialmente le disconnessioni dalla rete: il caso tedesco.

Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico | Ecoblog.it Pubblicato da Simone Muscas. Che la diffusione delle rinnovabili stia crescendo è un dato di fatto, dire però che le stesse rinnovabili rappresentino il futuro nel breve periodo è una considerazione che lascia aperto più di un interrogativo; questo avviene perché ad oggi persino in quegli Stati dove la programmazione a lungo termine non è certo uno spot si ha a che fare con problematiche non di poco conto in tal senso . E’ il caso della Germania non certo il fanalino di coda fra gli Stati europei in quanto a lungimiranza nella sostenibilità ambientale, dove, secondo i dati di uno studio di ricerca della società di consulenza Ecofys, sono emersi gli attuali limiti della fonte eolica ovvero la forma di energia alternativa alle fossili più diffusa in Europa. Secondo questi numeri il problema dell’inadeguatezza della rete elettrica tedesca per la produzione di energia da eolico avrebbe infatti determinato la perdita di qualcosa come 150 GWh di energia, e questo soltanto per l’anno 2010. Nel 2009 si sarebbero verificati 285 episodi di disconnessione di impianti eolici dalla rete contro gli addirittura 1.085 del 2010. La quantità di energia persa nel processo sarebbe quindi equivalente allo 0,4 % della potenza eolica esportata alla rete complessiva in Germania nel 2010: anche se ciò potrebbe sembrare abbastanza modesto, sottolinea il presidente della Ecofys, si tratta di un problema non di poco conto se si considera che alcuni parchi eolici avrebbero perso quasi un quarto della loro produzione annua. Insomma, non è certo un caso se problemi di simili portata avvengono nei due Paesi Europei (l’altro è la Spagna) dove la diffusione delle energie rinnovabili ha raggiunto livelli importantiContinua a leggere: Cresce l’eolico, ma aumentano esponenzialmente le disconnessioni dalla rete: il caso tedesco