Un senso a questa storia: fare politica per fare il bene. Di Alessandria.
Quando diciamo che bisogna “svelenire il clima” non intendiamo fare apologia dell’ecumenismo, che in politica a volte è persino dannoso, o del “volemose bene” anche se siamo su opposte barricate. Vogliamo semplicemente avvertire chi calca la scena politica alessandrina che il modo migliore per differenziarci dai cattivi spettacoli che ci vengono propinati nelle aule più alte della democrazia è guardare in faccia la realtà e reagire alle difficoltà, se è il caso anche venendosi incontro quando l’obiettivo è perseguire il bene della comunità che si guida. Il consiglio comunale dell’altra sera, l’ultimo a detta di tanti (e fino a maggio che faranno, si scanneranno con i banner sui siti?), non ha consegnato agli astanti l’impressione che la politica alessandrina sia qualcosa di maturo e di cui fidarsi, ma piuttosto un compendio di politica rissosa e anche un po’ bambinesca che, diciamocelo, ha veramente stufato. Ma questo, ripeto, non perché siamo apologeti del quieto vivere: se ci sono divergenze politiche è giusto che queste emergano e se le vedute sono differenti è giusto che ci sia il confronto. Il tema è un altro: Alessandria sta affogando in una marea di problemi – tralascio qui le colpe, le responsabilità e i capi di accusa, ci sono torme di professionisti della polemica che lo fanno egregiamente – e sulla balconata della sala consiliare si vedevano lavoratori (perlopiù lavoratrici) che si attendevano delle risposte, e non degli insulti reciproci. Si attendevano dei provvedimenti, e non delle pantomime. Molti politici sono preoccupati dal “crescente astensionismo”, un problema serio e concreto: ma a risolverlo non è l’uomo della strada che il suo voto lo deve esprimere, semmai è il rappresentante che deve riavvicinare la politica ai cittadini, mostrare la sua faccia pulita e credibile e riportare la gente alle urne. Finché ci saranno consiglieri comunali grafomani o sproloquianti, finché si guerreggerà su conti passati e buchi futuri, finché si urlerà che la giustizia è nelle mani dei comunisti (evidentemente qualche batterio berlusconiano circola ancora a palazzo Rosso) potremo anche pregare che la gente vada a votare, potremo scrivere appelli disperati sui giornali, potremo affiggere manifesti (sempre che si trovi ancora posto) inneggianti all’importanza del voto, ma i problemi resteranno lì, immobili a guardarci. E i cittadini, delusi, risponderanno con il loro disimpegno. Maturità e rispetto reciproco, unendo le forze per superare i problemi. Basta poco per ridare “un senso a questa storia” (copyright Rossi, poi Bersani), al fare politica. Ce la faremo?
Stefano Barbero
Lista civica “Noi crediamo in chi crede in noi”
Coalizione di Centro per Barosini sindaco
Alessandria, Lista giovani “Noi crediamo in chi crede in noi” incontri alla cremeria della piazza.
Gli incontri della lista civica “Noi crediamo in chi crede in noi” proseguono e questa sera i giovani della lista appartenente alla Coalizione di centro che candida Gianni Barosini alla carica di sindaco si troveranno alla Cremeria della Piazza, per proseguire la propria azione di proposta verso una città che offre poco niente alle giovani generazioni. Nel panorama politico alessandrino si affacciano le liste più svariate, i candidati più diversi (15 candidati sindaci: non saranno un po’ troppi?) ma scarsissima attenzione viene data alla questione giovanile. La nostra lista è qualcosa di profondamente nuovo e inedito per una comunità la cui scena politica è calcata dagli stessi personaggi da anni. Noi partiamo dalla convinzione che ci sia molto da cambiare, e visto che le scelte di oggi producono i loro effetti nel futuro, ci candidiamo a essere protagonisti di queste scelte, a parteciparvi. Agli alessandrini tutti chiediamo di considerare con profonda attenzione questa novità. La politica può cambiare e anche ringiovanire. Noi intanto proseguiamo il nostro percorso, proponendo idee giovani per una città più smart, più attraente, più vivibile.
Lista civica “noi crediamo in chi crede in noi”
“Fondi certi per i servizi bibliotecari”
Dal caos che regna al comune di Alessandria emerge nitida una triste realtà: l’assoluta mancanza di attenzione nei confronti dei giovani. Questa amministrazione conosce i problemi delle nuove generazioni? Mette in campo progetti per incentivare la partecipazione dei giovani alla vita pubblica? Ci mette nelle condizioni di poter indicare le scelte per il futuro della comunità in cui viviamo? La risposta a queste domande non può che essere un triplice no. Il consiglio comunale si confronta su questioni che ormai potrebbero essere dibattute nei tribunali, e intanto la città procede lentamente nel suo inesorabile declino. Una città sempre più immobile incapace di offrire granché ai giovani, che a dispetto di quello che si potrebbe pensare sono tanti. Voglio qui solamente ricordare il triste caso della biblioteca civica: struttura di altissimo livello, luogo utile, funzionale, bello, frequentato da centinaia di giovani al giorno, centro non solo di studio ma anche di aggregazione. Ma la situazione attuale è tutt’altro che rose e fiori: da mesi ormai non è più nelle mani della cooperativa che ne aveva la gestione e oggi i servizi sono svolti da dipendenti comunali che, per quanto solerti e capaci, non possono lavorare senza difficoltà. La situazione è destinata a peggiorare da marzo, quando l’organico sarà ridotto di altre unità. Inutile dire che i disagi si sentono: alcuni hanno avviato una raccolta firme per denunciare le criticità presenti. Alessandria, siamo costretti ad ammetterlo, non ha enormi ricchezze da offrire. Una ricchezza è sicuramente la biblioteca civica, luogo davvero prezioso per la comunità alessandrina, giovanile e non. Un’amministrazione lungimirante dovrebbe garantire un servizio eccellente in una struttura che possiamo, senza tema di esagerazione, definire altrettanto eccellente. Perché non lo fa? Per questioni di “vil danaro” (rifacendomi all’intervento dell’ineffabile quanto sfacciato Maurizio Grassano nell’ultimo consiglio comunale) e intanto la cultura e l’aggregazione vanno a farsi benedire. Noi vogliamo che ci siano stanziamenti fissi per queste strutture preziose, che non vengano travolti dalla mala gestione di un comune, che vengano preservati per l’offerta dei servizi bibliotecari. Noi dimostreremo di avere a cuore il futuro di Alessandria. Giovani, riprendiamoci la nostra città!
Lista civica “Noi crediamo in chi crede in noi” Stefano Barbero
Alessandria, BOLLETTA, COSA CI ASPETTA?
Negli ultimi giorni il consumo del gas ha registrato consistenti aumenti a causa delle rigide temperature invernali: i cittadini si troveranno quindi a dover sopportare cospicui aumenti delle bollette. Purtroppo sulle bollette vi è un peso enorme delle tasse: su un consumo effettivo di 220 euro si pagano approssimativamente 570 euro. Infatti possiamo notare che più del 60% della bolletta riguarda le tasse ed i costi per le infrastrutture: di fatto le imposte variano in base al consumo, ma l’iva sul totale imponibile è un’iva sull’iva. Il Presidente dell’AMAG ha evidenziato un aumento del 25% circa del consumo. Per i cittadini sarà un vero e proprio salasso e le categorie più deboli avranno difficoltà a provvedere al pagamento: infatti, per quanto riguarda l’AMAG, si osserva che sui 31 mln di euro non riscossi negli ultimi anni ( 13 dal settore acqua, 18 dal gas), ben 23 ( 8 di acqua e 15 di gas) sono di privati. In questo momento delicato di crisi economica e sociale è quindi indispensabile pensare alle famiglie più disagiate. L’AMAG però negli ultimi anni ha avuto un aumento per alcuni tipi di spese: le spese per pubblicità sono passate da 76 mila euro del 2007 a 208 mila del 2009. Inoltre sono stati spesi centinaia di migliaia di euro per le rose moldave e 100 mila euro per la fontana davanti alla sede dell’azienda. C’è infine il noto contenzioso con le Comunità Montane Alta Valle Orba Erro e Bormida in merito ai mancati trasferimenti delle risorse tramite l’ATO 6: 2,5 mln di euro di arretrati che rischia di produrre un contenzioso legale. Crediamo quindi opportuno ribadire la necessità di una gestione più vicina ai problemi dei cittadini/utenti, insomma da buon padre di famiglia.
Lista Giovani “Noi crediamo in chi crede in noi” per Barosini Sindaco
Alessandria, NOCITO: Sogno Una Città Delle Donne.
Spettabile direttore, in democrazia la politica significa partecipazione ed una democrazia non può definirsi tale se non è sostanziata dalla partecipazione. In Italia, purtroppo, la donna non si sente affatto protagonista in tal senso perché scarsamente rappresentata. I progressi realizzati nell’accrescere il numero di donne che occupano posti decisionali, sono stati troppo lenti. Io credo con forza che “essere donna” sia, prima di tutto, un impegno, oltre che un dono. Ma cosa chiedono le donne? Chiedono di poter contare di più sui servizi pubblici, su un orario flessibile e soprattutto, su una presenza più massiccia anche in posti di potere. La strada da percorrere è ancora lunga, in quanto è evidente la difficoltà principale per una donna di conciliare, vita “familiare” e vita “professionale”. La donna se vuole essere competitiva, sia sul lavoro che in politica, ha bisogno di “tempo”, un tempo prezioso a cui viene troppo spesso negato, per la cura della famiglia e della casa, priorità fondamentali per la crescita di una società sana, ma che non si possono e non si devono solo delegare al gentil sesso. Non si tratta di rivendicare dei diritti negati, ma di sensibilizzare l’opinione pubblica a modificare una cultura politica che ancora oggi vede l’uomo come il legittimo protagonista della gestione dello Stato. Ecco che allora sogno che il prossimo nuovo Sindaco, tanto agognato dalla maggior parte degli alessandrini, metta sempre le donne al centro della città. Per farlo credo che sia arrivato il momento che Alessandria sia guidata da una Giunta composta dalla maggior parte da donne e che le Assessore non abbiano solo incarichi legati al sociale, ma possano esprimere le loro potenzialità in incarichi tradizionalmente attribuiti a figure maschili. Per fare ciò risulterà necessario istituire figure amministrative che lavorino affinché la politica e la città prendano provvedimenti in merito ed a favore in tal senso. In questa fase di crisi economica le donne sono le più colpite, per questo il nuovo Sindaco dovrà mettere in atto le condizioni di sostegno per l’occupazione femminile incoraggiando le imprese ad assumere più donne, insomma urge dare vita a politiche di conciliazione che consentano ad una donna di rendere compatibile il lavoro con la cura della famiglia. Chiedo pertanto che la prossima Giunta stabilisca in primis sgravi fiscali alle aziende che adotteranno criteri di parità e di equità nella scelta del personale, con la creazione effettiva di nidi aziendali, o interaziendali e convenzioni con Istituti di assistenza agli anziani a tariffa agevolata per le lavoratrici che hanno uno o più familiari a carico con grave disabilità motoria o psichica. Come sarebbe bello progettare un servizio di “taxi rosa”, con sconti ed agevolazioni, soprattutto per l’uso del taxi nelle ore serali e notturne. Allora Alessandria come Minneapolis? Quest’ultima è stata incoronata “la città ideale per le madri che lavorano” . Solo una società evoluta a misura di donna. può proegattare e concepire una città che possa guadagnarsi uno status culturalmente e socialmente più avanzato. Quindi sì alla meritocrazia con cui si dimostra di valere, sì ad una politica donna in cui si dimostra una democrazia di “partecipazione”.
Davide Nocito – UDC di Alessandria
Alessandria, Investire su istruzione e formazione.
Attraverso la formazione, l’istruzione, la cultura passa il futuro del nostro Paese. La classe dirigente di domani deve essere il risultato di un percorso formativo completo e fecondo. Deve essere scelta sulla base di un criterio ormai cruciale: il merito, che a ben vedere sembra qualcosa di rivoluzionario, rispetto all’andazzo dei tempi recenti, ma ora siamo all’ultima chiamata. Bisogna puntare sull’eccellenza. Bisogna stimolare la ricerca e l’innovazione, come ha più volte ricordato il neo-ministro della Pubblica istruzione Francesco Profumo. Sono le idee che animano il movimento studentesco dei moderati, StudiCentro, suddiviso in coordinamenti regionali che operano per migliorare la scuola e l’università formulando proposte per la vita degli studenti, la qualità della didattica, l’organizzazione della stessa negli istituti superiori e negli atenei. StudiCentro Piemonte, coordinato da Stefano Barbero, è presente anche ad Alessandria con una persona incaricata di seguire la scuola ed un’altra per l’università, settore su cui siamo molto attenti visto e considerato che nella nostra città sono presenti numerose facoltà e qui conducono i loro studi molti giovani non soltanto alessandrini ma, sempre più spesso, anche provenienti da altre province. Una realtà in continua evoluzione che non possiamo ignorare: l’associazionismo studentesco ha il pregio di organizzare gli orientamenti che gli studenti legittimamente hanno e avanzare proposte per il futuro dei nostri luoghi di studio. Noi giovani studenti pretendiamo una formazione di qualità e riteniamo sempre più imprescindibile e necessario uno stretto collegamento tra lo studio, la teoria, e la pratica, il mondo lavorativo che ci aspetta. Il Politecnico di Torino, in questo senso, è un esempio che dobbiamo e vogliamo imitare. Nelle scuole superiori lamentiamo la debolezza dei programmi di orientamento: suggeriamo più dibattiti negli istituti, per rendere più consapevole e informato chi si appresta a scegliere il suo percorso accademico. Mercoledì 25 gennaio StudiCentro Piemonte era presente all’uscita del liceo scientifico Galilei per distribuire agli studenti un volantino con le proposte che portiamo avanti e gli obiettivi che intendiamo raggiungere, e prossimamente ci faremo conoscere anche nelle altre realtà scolastiche della provincia. È importante segnalare queste iniziative perché si sappia che gli studenti hanno la possibilità, attraverso l’associazionismo, di determinare il proprio futuro, di studente ma anche di giovane che si affaccia al lavoro, ahinoi sempre più duro da trovare. Ma le condizioni per cambiare le cose ci sono e basta realizzarle con un po’ di impegno. Confidiamo nella voglia di partecipare dei giovani.
Stefano Barbero
Coordinatore regionale StudiCentro Piemonte
Coordinatore lista civica “Noi crediamo in chi crede in noi”
A.A.A. Cercasi giovani coraggiosi
È giunto il momento, per noi giovani, di riprenderci il posto che ci spetta. Quest’anno si terranno le comunali in questa città, il nostro appello è che tanti giovani partecipino ad una avventura nuova, quella di decidere per il nostro futuro. L’amministrazione è una cosa che ci riguarda, che tocca da vicino la nostra vita quotidiana. Se le scelte che vengono prese nel “Palazzo” ci investono da vicino, perché non interessarci? Non lasciamo che le decisioni siano prese da altri! Alessandria ha bisogno oggi più che mai di giovani pronti a mettersi in gioco, di giovani coraggiosi. Basta poco: mettersi in gioco, contribuire a formulare delle proposte concrete, fattibili, realizzabili, nell’ambito lavorativo, scolastico, formativo, culturale. Partecipiamo alle scelte, di mezzo c’è il nostro futuro. Noi della lista civica ‘NOICREDIAMOINCHICREDEINNOI’ non vi diciamo che risolveremo tutti i vostri problemi, ma vi assicuriamo che ci proveremo con tutte le nostre forze e che non ci fermeremo finché non saremo sicuri di aver dato il massimo per aiutare i nostri concittadini. La situazione della nostra città è difficile ed è sotto gli occhi di tutti. La domanda è: siamo pronti a cambiare passo?Noi crediamo che Alessandria non sia la città al capolinea e senza prospettive che troppo spesso siamo costretti a vedere. Noi crediamo che Alessandria si meriti una possibilità e soprattutto il nostro impegno e la nostra passione. Noi crediamo che ad Alessandria ci siano tanti giovani coraggiosi! Non sono parole vuote, crediamo veramente in questa prospettiva. Vogliamo stimolare la voglia di “metterci il naso”: inutile lamentarsi se poi non facciamo niente per cambiare le cose. Non dimentichiamoci che per cambiare servono nuove energie, nuove idee, un approccio nuovo alle problematiche. Se anche tu pensi di poter fare qualcosa per la città dove sei cresciuto e dove abitano i tuoi amici fatti sentire. Reagiamo, il nostro tempo è adesso!
Questi i nostri recapiti: email noicrediamo2012@libero.it.
349 7170732 Stefano Barbero
348 9141860 Federico Violo
346 4110441 Roberta Bresnik
Bilancio partecipato.
Nessuna classe politica e dirigente, salve timide parvenze, è riuscita per ora a trasformare una risorsa che è il nostro territorio, in ricchezza economica, occupazionale, sociale e culturale. Siamo allora all’anno zero? Che straordinaria occasione per chi sarà l’eletto. Le prossime elezioni amministrative rappresentano un momento di fondamentale importanza per il futuro politico della nostra comunità. Per il nuovo ed agognato Sindaco auspico che si ponga come sempre come punto di riferimento principale la solidariètà e la legalità. Tale obiettivo assume molta più rilevanza se si considera il quadro politico di crisi economica nazionale in cui ha operato anche questa uscente amministrazione comunale; il tutto è stato aggravato anche dal fatto che la programmazione europea sugli investimenti pubblici e privati, rivolti allo sviluppo economico, ha subito un forte ritardo. Tra il Palazzo e la Città così si è aperto un abisso. Forse a Palazzo Rosso ancora non lo sanno, ma ad Alessandria nessun cittadino dotato di buon senso vuole stare più a guardare, in un momento tanto complesso per la nostra cittadinanza che meriterebbe di essere governata con maggiore incisività, lungimiranza e coesione. Per conto mio credo che sia necessario un cambiamento metodologico nell’agire politico che sappia trovare convergenze su programmi chiari di risanamento e sviluppo, per evitare isolate fughe in avanti, azioni di forza o peggio accordi sottobanco. La nostra comunità ha bisogno di programmare il proprio avvenire senza più perdersi nell’infruttuosa “bagarre politica” di chi, una volta dalla maggioranza ed una volta dall’opposizione, ha come unico obbiettivo quello di perpetuare la propria esistenza politica. In questo senso, io propongo cosa? In questi ultimi tempi si è parlato troppo , ma mai a sproposito di bilanci e di presunte irregolarità nella loro stesura e nella gestione più in generale della cosa pubblica, di una incapacità di chi dovrebbe garantire trasparenza e legalità. Ecco che allora io propongo l’utilizzo di un bilancio partecipativo, strumento già utilizzato in diversi comuni d’Italia, che prevede la partecipazione democratica dei cittadini, delle associazioni di categoria, dei sindacati nella previsione delle scelte politico-amministrative, chiedendo a tutte le forze presenti in Consiglio comunale di farsi carico di avviare una seria discussione su questo argomento per la previsione nello Statuto comunale e la composizione di uno specifico regolamento che sappia dare concretezza ai principi di sussidiarietà e partecipazione. Il Bilancio Partecipato è un processo di democrazia diretta, attraverso il quale i cittadini partecipano alle decisioni che riguardano l’utilizzo e la destinazione delle risorse economiche del Comune nelle aree e nei settori nei quali il Comune ha competenza diretta. Questa sarebbe un’iniziativa della Pubblica Amministrazione seria per coinvolgere e motivare i cittadini a partecipare alla vita pubblica su diversi progetti della città. In che modo? Mediante assemblee, incontri aperti e consultazioni, la popolazione deciderebbe dove e come investire una parte dei soldi del Comune, che verrebbe destinata appositamente per questa o quell’altra finalità. Tutta la popolazione residente nel Comune, che avesse compiuto ad esempio il 16° anno di età, potrebbe partecipare al Bilancio Partecipato e alla realizzazione delle Opere Pubbliche attraverso: l’adesione ad un FORUM CIVICO, ossia ad un gruppo aperto di cittadini, che discuterebbe insieme ai tecnici ed agli Amministratori del Comune, sull’elenco di proposte da sottoporre al giudizio della popolazione. Ciascun partecipante potrebbe poi intervenire ed esprimere al massimo 2 bisogni o proposte. Cittadini delegati: in ogni incontro i partecipanti eleggerebbero dei delegati scelti tra loro, che poi sarebbero deputati ai tavoli tecnici di approfondimento per seguire l’iter degli interventi selezionati. In questo modo sarebbe possibile dare concretezza e visibilità alle proposte e alle indicazioni della cittadinanza, dando risposte efficaci che incidono sui bisogni reali della società. Vi pare poco? Il popolo è e sarà sempre sovrano, sul palcoscenico di ogni agire politico e sociale e non solo in una cabina elettorale.
Presidente provinciale UDC Giovani Davide Nocito
Cantalupo: troppi anni buttati.
Agenfax “Il sobborgo di Cantalupo da molti anni affronta notevoli vicissitudini a causa del traffico automobilistico. Gli abitanti conoscono molto bene il pericolo delle macchine parcheggiate in divieto davanti alla posta, che creano un grosso intralcio alla circolazione. Questo però è solo il problema meno grave. E’ da troppi anni che gli abitanti di Cantalupo hanno sollevato la questione dell’incrocio tra la Strada Acqui, che percorre tutto il sobborgo, e via della Pace che porta al cimitero. I residenti lamentano la pericolosità dell’intersezione, dovuta all’alta velocità delle automobili, una seria minaccia per le persone che attraversano lungo il vicino passaggio pedonale. Eppure la soluzione sarebbe molto semplice: mettere, così come chiedono gli abitanti, un semaforo “intelligente”, uno uguale a quello di Cabanette, ovvero un semaforo che diventa rosso quando sopraggiunge un’autovettura oltre i limiti di velocità. Purtroppo fino a oggi nulla è stato fatto se non rimandare nel tempo il lavoro in “attesa di condizioni economiche migliori”. La domanda a questo punto è quante altre amministrazioni comunali i residenti in Cantalupo dovranno veder passare prima di ottenere una risposta definitiva al loro problema?”
Comitato per Giovanni Barosini sindaco
Alessandria 16/01/2012
Strade buie: la sicurezza dei cittadini non dovrebbe essere una priorità?
Amici di CorriereAl Alessandria ha tanti problemi e, di certo, in questo momento c’è qualcosa che è più all’ordine del giorno di altro, per la sua gravità. Ma c’è un tema che vale la pena riaffermare e su cui per la verità si è dibattuto tanto in questi anni, ed è quello della sicurezza. La quantità dei discorsi che si sono accavallati è stata inversamente proporzionale ai fatti concreti che ne sono seguiti. L’ignaro pedone che cammina per le strade a un’ora in cui la luce solare si è ritirata non può che constatare, preoccupato, una triste realtà: ad Alessandria ci sono strade che definire buie è eufemistico. La sicurezza, e questa è un’ovvietà, dipende dall’illuminazione delle strade: come si può camminare tranquilli dove regna l’oscurità? Come si può andare in bicicletta (e il sindaco non perde occasione per dire che Alessandria è vocata alla bicicletta) senza temere per la propria incolumità? Pochi lampioni e, se presenti, bruciati. Dovere dell’amministrazione è quello di impegnarsi concretamente su questo fronte. È inammissibile che in questi anni di discutibile gestione si sia pensato a varie ed eventuali tralasciando una questione fondamentale per la vivibilità di una città. Molti comuni italiani hanno disposto un potenziamento dell’illuminazione stradale per contrastare fenomeni di micro-criminalità e scongiurare pericoli più o meno gravi. Alessandria in certe vie piomba nel buio e poco possono fare i rari lampioni che, ripetiamo, spesso non funzionano neanche. Non c’è solo la sicurezza del pedone o del ciclista: mettiamoci nei panni delle donne che arrivano dal supermercato e scaricano la spesa dalla macchina, tutto questo nell’oscurità più totale! Qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, e allora quanto è verosimile che possa avvenire un’aggressione? Il sindaco di questa città è lontano dai problemi: lo dimostra la scarsa attenzione che rivolge alla questione dell’adeguata illuminazione stradale. Noi ci facciamo il nodo al fazzoletto: una città poco sicura è una città invivibile. “Noi crediamo in chi crede in noi” vi augura un ricco e proficuo 2012, sperando che Alessandria viva tempi migliori.
Stefano Barbero
Lista civica “Noi crediamo in chi crede in noi”
Alessandria 31/12/ 2011
Alessandria, UN GIOVANE AUGURIO DI FELICI FESTE
In questo momento di grave crisi economica e sociale che riguarda l’Italia e pure la città di Alessandria, il gruppo giovani UDC esprime la sua solidarietà a tutte le persone che sono colpite da problemi di lavoro e di salute. Si avvicina il Santo Natale e tutti noi dobbiamo cercare di viverlo in modo genuino e caritatevole, trascorrendolo con i nostri cari, ma senza dimenticarci di tutte persone meno abbienti che vivono una esistenza drammatica per vari problemi. Alcune persone non hanno una casa in cui vivere e nemmeno un pasto caldo. Siamo quindi vicini alla quotidiana attività di assistenza e beneficenza svolta dalla Caritas alessandrina e dalle centinaia di associazioni di volontariato che dedicano il loro tempo alla protezione dei più deboli. Viviamo in una società troppo consumistica e fondata sull’individualismo. Il Natale può essere il momento giusto per tutti i cittadini che ne hanno la possibilità per donare parte del loro tempo ai bisognosi ricordando sempre che “Donarsi agli altri senza aspettarsi nulla in cambio, avvicina il nostro cuore a chi ne ha veramente bisogno, rendendo più pura la nostra anima”. Auguri di cuore a tutti gli alessandrini di un sereno Natale e di un felice 2012.
Lista Giovani “Noi crediamo in chi crede in noi”
per Barosini Sindaco
30/12/ 2011
Giunta Fabbio: quale prezzo per i cittadini?
by CorriereAl. Il Natale 2011 è già un dolce ricordo, ma l’anno vecchio purtroppo deve essere ancora archiviato. Una domanda ci assilla: quale sarà il reale prezzo che noi cittadini dovremo pagare, a causa di una così cattiva gestione politica ed amministrativa che fino ad ora ha caratterizzato la Giunta comunale in carica? Siamo nauseati ed esausti di sentire o di leggere sui giornali, denunce, gravi insinuazioni, smentite, notizie di bilanci fasulli, che non sono altro che il risultato di una tragi-commedia che sta lasciando sulle coscienze di chi non riesce nemmeno ad arrivare a fine mese, solo una indicibile amarezza, uno sgomento ed un sconforto difficile persino a descrivere a parole. Ma se è vero che il coraggio, l’entusiasmo e la forza di ogni uomo che crede ancora ad un futuro migliore, sono come l’araba fenice, risorgono sempre dalle loro ceneri, allora diciamo che noi siamo pronti. A cosa? A dar vita ad un nuovo percorso, ad una nuova città, che soffre da troppo tempo. Alessandria lo merita a pieni voti ed anche ogni retto cittadino. Auguri a tutti noi.
UDC Giovani Alessandria
Alessandria, 31/12/ 2011
Facciamo ripartire la cultura ad Alessandria.
La vicenda del Teatro Comunale è emblematica:
Alessandria si trova nel mezzo di una crisi culturale senza precedenti. Le sue radici affondano in tempi non troppo lontani, da quando cioè la cultura ha iniziato ad essere bistrattata, in favore di iniziative più d’impatto e forse anche più fruttuose dal punto di vista dell’immagine e del consenso. In questi anni di degrado l’unico evento che ha brillato nel desolante panorama è stato l’inaugurazione della biblioteca civica, un luogo che ha superato ogni aspettativa di appeal, che è diventato oltre a centro di studio e ricerca anche luogo di aggregazione per i tanti giovani della città. Ma al netto di questa bella pagina di risveglio culturale, cosa rimane? Rimangono le macerie di un teatro pregevole che ancora giace con le luci spente e gli ingressi sbarrati, in attesa che qualche amministratore responsabile intervenga per farlo rifiorire. La speranza è l’ultima a morire: dopo un anno di foglie secche davanti al Comunale, forse qualcosa si muove e finalmente inizierà la bonifica. Ma poi c’è tutto il resto: iniziative culturali modeste, convegni che si accavallano l’uno sull’altro ma si distinguono solo per essere fini a se stessi. Non producono cultura: la mostrano agli alessandrini per poi non dare seguito a nulla. Vogliamo dedicarci un po’ di più a quell’offerta culturale che fa crescere e progredire una comunità? Vogliamo dare spazio ai giovani, che possano esprimersi in iniziative ed eventi nati dalle loro proposte, eventi che costruiscano qualcosa e non cadano nel vuoto? L’impegno deve essere quello di creare una rete civica di proposta culturale che riesca a coinvolgere una cittadinanza intorpidita e annoiata. Alessandria ha davvero tante potenzialità che fino adesso sono rimaste nascoste e non valorizzate: ha una buona componente giovanile che potrebbe finalmente mettersi in gioco, ha strutture che potrebbero ospitare eventi di prima grandezza, da attirare se c’è un movimento che prima ne crea le condizioni, ha possibilità di esprimere inventiva e creatività.
Iniziamo col riaprire il nostro caro teatro, vittima di un’assurda e colpevole mala gestione (e su questo ci sarebbe da aprire un grande discorso sugli enti municipalizzati, e soprattutto sulla loro serietà e competenza: ma questa è un’altra storia). Ma non ci fermiamo al teatro: l’obiettivo è moltiplicare l’offerta culturale, prendendo le mosse dalla creatività e dall’ingegno dei giovani, a cui rivolgo un appello: partecipate a questo progetto civico. Alessandria ha bisogno di futuro e questo è possibile anche e soprattutto attraverso la cultura. Con nuovi attori, che siano protagonisti e non comparse di questa nuova scena.
Stefano Barbero
Lista civica Noi crediamo in chi crede in noi
16/12/2011
La spaccatura è politica. Siate seri e andatevene
AlessandriaNews Dalla spaccatura della maggioranza al comune di Alessandria salta agli occhi qualcosa di divertente, se lo prendiamo da una certa angolazione. Piercarlo Fabbio, motivando la sospensione delle deleghe agli assessori leghisti, ha detto che ha agito per “mancanza di fiducia politica”. Poche ore dopo, lo stato maggiore del Carroccio alessandrino dichiarava che la rottura è frutto di una “questione tecnica”. Mettiamoci nei panni dei cittadini: a chi dare retta? La Lega alessandrina derubrica tutta la vicenda a “questione tecnica” ma poi quel passaggio sul tecnico di area, esperto di contabilità pubblica, ingaggiato perché “non ci fidiamo più dei conti di Fabbio e Vandone”, tradisce qualcos’altro. E senza accorgersene si sono contraddetti: parlano di mancanza di fiducia. Dunque questa mancanza di fiducia è reciproca. Pdl e Lega diffidano l’uno dell’altro.
Alessandria si faccia questa domanda: possiamo affidare le sorti della città nelle mani di una classe politica inadeguata e divisa al suo interno su scelte cruciali quali sono le politiche economiche? A che pro si può sperare in una ricucitura dello strappo? Cosa guadagnerebbe Alessandria dalla ricomposizione della frattura? Per quanto i vertici delle due formazioni, nell’eventualità di un riavvicinamento, possano spendersi in rassicurazioni sul futuro della giunta, niente potrà più essere garantito: scarsissima collegialità, poco dialogo con il consiglio comunale, scelte prese da caminetti ristretti hanno minato alla base l’alleanza alla guida del comune. E oggi a poco servono gli appelli disperati del sindaco Fabbio a saltare sulla barca che affonda a componenti del consiglio comunale, interpretando perfettamente il motto andreottiano “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. Il suo estremo tentativo ricorda le gesta di Berlusconi che nella parabola discendente del suo ultimo governo sfiancava i parlamentari promettendo mari e monti per durare un po’ di più. Anche nel caso di Alessandria, i problemi sono di fondo, non di superficie. Se solo chi guida il comune mostrasse un barlume di responsabilità, si dimetterebbe lasciando che del disastro contabile dell’ente se ne occupasse un commissario che, ne siamo certi, sarebbe più ferrato in materia. Speriamo che al più presto cali il sipario su questa squallida e triste vicenda che Alessandria, città operosa per fama e risultati, non si merita.
Stefano Barbero – Lista civica “Noi crediamo in chi crede in noi”
5/12/2011
“Per i lavoratori disagi inaccettabili”
In ogni disputa che coinvolga ogni parte in causa, noi siamo e saremo sempre dalla parte dei lavoratori. ATM, AMIU, CISSACA sono solo tre realtà di un complesso problema finanziario che sta coinvolgendo, come al solito, la parte più debole degli organici, ossia i lavoratori. Quanto all’ATM molti dipendenti chiedono giustamente da tempo risposte istituzionali serie e credibili.
Anche a noi viene chiesto a gran voce un aiuto concreto nel cercare di dipanare tutte le perplessità circa il futuro della azienda, dei salari e dei servizi. Va ricordato, infatti, che la scadenza del contratto di gestione “in house” è prevista per fine anno. Dopo quella data infatti il futuro di ATM è veramente incerto e da voci sempre più fondate dovrebbe essere effettuato un Bando di Gara Europeo per la vendita della stessa azienda. Le preoccupazioni dei dipendenti e degli stessi sindacati è quella che il comune di Alessandria pur avendo sottoscritto un accordo di mantenimento dei patti sociali e dell’organico esistente, possa portare successivamente l’azienda ad un vero e proprio collasso.
L’azienda è sotto organico ed utilizza mezzi obsoleti, inefficienti ed inappropriati, non garantendo un servizio all’utenza degno di una città come Alessandria. Si prenda ad esempio la riduzione della linea per ospedale e per la pista. Quanto al Cissaca, non si contano più le reazioni più che legittime e le prese di posizione contro l’attuale Giunta, più in generale non si attenua la polemica sui mancati versamenti da parte del Comune all’ente in questione che eroga servizi sociali fondamentali per molti comuni, tra cui il nostro. Vittime di questo oscuro scenario sono ancora una volta i dipendenti, che rischiano di non essere pagati e gli utenti che potrebbero vedersi interrompere i servizi erogati.
L’amministrazione Comunale, da parte sua, come contro risposta continua a non onorare i suoi debiti con un Consorzio di servizi socio-assistenziali imprescindibili, lasciando che i diritti delle fasce più deboli vengano di fatto violati. Sono gli Operatori Sociali che quotidianamente garantiscono a domicilio, e non solo, prestazioni di assistenza a persone anziane, disabili, non autosufficienti, malati terminali, minori oltre a garantire l’erogazione di contributi e sostegno a cittadini e famiglie in condizioni di disagio. Palazzo Rosso sta diventando ogni giorno di più il teatro della protesta di lavoratori vessati da gravi ingiustizie contrattuali. Un rumore assordante persino per chi cerca di fingersi sordo, come il nostro caro Sindaco.
Ed è proprio a caro prezzo che migliaia di lavoratori anche dell’AMIU stanno subendo, pur di mantenere salda la propria dignità, il modus operandi di politiche insensate e prive di fondamento. Ora serve a poco prendere atto di un inequivocabile ritardo nel trasferimento delle risorse o peggio di una crisi di liquidità, le decisioni del Comune stanno mettendo a grave rischio posti di lavoro, il patrimonio umano di un’intera città.
Lista Giovani “Noi Crediamo in chi crede in noi”
per Barosini Sindaco
2 dicembre 2011
LE MAGNIFICHE QUATTRO (PER ORA)
Sono quattro, per ora, le liste in campo a sostegno della candidatura di Giovanni Barosini a sindaco di Alessandria: l’Udc, il Fli (il coordinatore di Alessandria di Futuro e libertà per l’Italia, Antonio Silvani, ha sottoscritto l’intesa con l’Udc alessandrina rappresentata da Marco Travaino), la lista civica “I cittadini prima di tutto” guidata da Pier Carlo Lava, e l’ultima, ma non per importanza, “Noi crediamo in chi crede in noi”, una Lista formata da giovani che è stata presentata sabato mattina, con Barosini, appunto, con un megafono in mano, attorniato da una folta schiera di giovani, all’interno del bar Caffetteria di piazza della Libertà. “Questo megafono è il simbolo della volontà” – afferma Barosini – “di dar voce ai giovani, che attraverso le loro parole, le loro idee devono dare credibilità”. Questa lista nasce dalla volontà di un gruppo di ragazzi che amano la propria città e ne rappresentano le diverse anime, convinti della necessità di puntare sulla loro generazione per rilanciare Alessandria.
Stefano Barbero: “L’impegno dei giovani volenterosi in politica è un seme per il futuro. Ad Alessandria costituiamo con gioia e entusiasmo questa lista che rappresenta la voglia dei giovani di partecipare all’amministrazione della città, della comunità, del territorio in cui vivono, tutto questo a dimostrazione del fatto che non c’è solo disinteresse, ma l’intenzione di esprimere proposte e soluzioni per i problemi di una realtà locale. I temi da affrontare sono tanti, ci concentreremo su quelli che più ci riguardano da vicino: il lavoro, la formazione, l’offerta culturale, la vivibilità. Alessandria ha la fortuna di vedere nascere e crescere un gruppo di giovani che vogliono migliorare le cose, speriamo che la città ci dia fiducia.”
Roberta Bresnik: “A disposizione della città mettiamo entusiasmo, passione e competenze. Alla politica chiediamo di valorizzare il merito, destinando maggiori risorse alla creatività e ai legami tra la scuola ed al mondo delle imprese.”
Gentile Marcello: “Siamo stanchi dell’immobilismo della classe dirigente, che ha ignorato le problematiche giovanili, dall’occupazione al sociale, dall’istruzione al tempo libero.”
Federico Violo: “La prossima Amministrazione alessandrina dovrà porre con chiarezza al centro della propria azione l’impegno per affrontare il grande problema del lavoro che vede la crisi occupazionale colpire duramente i giovani anche nella nostra città. La volontà di partecipazione che si esprime nella formazione di questa lista nasce anche da qui, dal desiderio di non abbandonare Alessandria ad un declino che secondo noi non può e non deve essere inesorabile. Noi non ci rassegneremo mai a vedere le serrande tristemente abbassate in Corso Roma perché questo è un destino che Alessandria e gli alessandrini non si meritano! ‘Noi crediamo in chi crede in noi’ non è soltanto un motto, ma è il senso di un rapporto di collaborazione e di fiducia ed è proprio la fiducia il valore cardine per iniziare a pensare non solo ai problemi di oggi, ma soprattutto alle soluzioni di domani.”
Davide Nocito, Roberta Bresnik, Stefano Barbero, Federico Violo
Nasce “Noi crediamo in chi crede in noi”, sottinteso Barosini
E’ una lista formata da giovani dell’Udc che ha scelto di appoggiare alle prossime elezioni amministrative del 2012 il candidato sindaco per l’Unione di Centro Giovanni Barosini. I giovani rappresentanti si sono presentati questa mattina al bar Cremeria di piazza della Libertà
Il candidato sindaco per le elezioni comunali 2012 dell’Unione di Centro, Giovanni Barosini, con un megafono in mano, attorniato da una folta schiera di giovani, all’interno del caldo bar Caffetteria di piazza della Libertà. Così è stata presentata questa mattina, in uno storico bar del centro città, la lista civica dei giovani Udc che appoggerà la candidatura di Barosini a sindaco di Alessandria.
“Noi crediamo in chi crede in noi”, sottinteso il loro candidato, Barosini. Questa lista si aggiunge ad un’altro movimento civico nato già da qualche mese, che sostiene l’Udc, “I cittadini prima di tutto” di Piercarlo Lava.
Una lista che nasce dalla volontà di un gruppo di ragazzi che amano la propria città e ne rappresentano le diverse anime, convinti però della necessità di puntare sulle nuove generazioni per rilanciare Alessandria. Come Giovanni Barosi afferma “bisogna cambiare le regole. Questo megafono è il simbolo della volontà di dar voce ai giovani, che attraverso le loro parole, le loro idee devono dare credibilità”.
Così ognuno di loro prende coraggio e voce. “Bisogna cambiare la politica di oggi. Il futuro della città è nelle donne”, sostiene una giovane ragazza, sostenuta da un’altra delle donne presenti nel nuovo gruppo che parla di “aggregazione come base di partenza. Cominceremo da uno sportello di ascolto delle nuove generazioni che porti a qualcosa di concreto per il futuro di Alessandria”.
Questi ragazzi si dicono “stanchi dell’immobilismo dell’attuale classe dirigente, che fin’ora ha ignorato le problematiche giovanili, il lavoro, la disoccupazione, il sociale e la scuola”.
La voce degli uomini della lista si fa sentire nelle parole di Stefano, Federico, Marcello. “Noi vogliamo dire basta alla politica di palazzo. Noi saremo con i nostri gazebo tra la gente”.
I due pregi di questa nuova lista civica vengono così sintetizzati: “da una parte la presenza di giovani che ancora si vogliono impegnare nella vita politica e amministrativa della loro città, dall’altra parte la grande carica e motivazione che sta alla base di questo gruppo”. In coro il grazie al loro candidato sindaco, Giovanni Barosini.
26/11/2011
Giulia Boggian – giulia.boggian@alessandrianews.it