1. RIFIUTI
Come è noto la raccolta dei rifiuti è passata dal Porta a Porta “spinto” ad un Porta a Porta “parziale” dove al vecchio sistema di raccolta che prevedeva una spesa consistente si sono aggiunti circa 3 M€ per l’acquisto dei nuovi cassonetti..
- Mi piacerebbe sapere cosa si pensa di fare in tema di raccolta dei rifiuti, quale sistema di raccolta intende adottare e quale effetto avrebbe sulla tariffa.
- Dal punto di vista societario è d’accordo o meno alla fusione tra ARAL e AMIU?
Risposta:
La raccolta rifiuti è passata da un sistema di porta a porta spinto ad uno parziale e sono stati spesi ultimamente 3 mln di euro per i nuovi cassonetti; recentemente c’è stato il nuovo bando e l’alleanza di AMIU col gruppo IREN, un gruppo che si è assicurato per 20 anni il servizio di raccolta.
AMIU avrà il 51% della nuova società e IREN il 49%: vengono versati al Comune di Alessandria 14,5 mln di euro, pari a 8 anni di canone de servizio.
Nel bando non si parla di smaltimento.
Per quanto concerne lo smaltimento dei rifiuti, esiste un sistema di smaltimento chiamato ARROW BIO che tratta rifiuti solidi urbani indifferenziati ed è in grado di recuperare l’80-90% dei materiali riciclabili.
E’ un impianto innovativo, non inquinante e poco costoso.
Non viene adottato perché gli enti pubblici preferiscono spendere enormi capitali per incentivare clientele a danno dei cittadini.
Il primo impianto è stato costruito a Tel Aviv, in Israele.
Ci sono enormi vantaggi e non inquina: utilizza l’acqua per trattare e separare i rifiuti, quindi si può fare a meno della raccolta differenziata.
Inoltre permette di produrre fertilizzanti e biogas che è una fonte di energia alternativa pulita, utilizzabile per il trasporto o per la produzione di energia elettrica o termica.
Esiste a tal proposito una analisi effettuata dall’Agenzia per l’Ambiente della Gran Bretagna, che per i suoi conti si è basata sull’impianto di Tel Aviv.
Per un impianto di tipo ArrowBio da 75.000 t/anno il costo dell’impianto è di circa 15 milioni di Euro.
Considerando un periodo di ammortamento di 15 anni, ogni tonnellata di rifiuti in ingresso costa circa 40 Euro, ma produce una ricchezza (materiali riciclati + Biogas + fertilizzanti) pari a 25 Euro, cioè in pratica con questo sistema smaltire una tonnellata di rifiuti costa “solo” 15 Euro. Tanto per fare un raffronto mandare i rifiuti all’inceneritore costa 90 Euro a tonnellata e per quanto possa essere fatto bene ci sarà sempre una percentuale di ceneri e microparticelle tossiche prodotte.
In subordine, tenuto conto che l’attuale Amministrazione comunale intende mettere a gara immediatamente il servizio di smaltimento, siamo favorevoli ad uno smaltimento con la tipologia usata da HERAMBIENTE, controllata da HERA: trattasi di impianto di biodigestione anaerobica per la produzione di energia elettrica da rifiuti organici attualmente usato a Modena e a Rimini.
Tali impianti funzionano attraverso una fermentazione in assenza di aria ( che simula la digestione di una mucca).
I rifiuti organici domestici provenienti dalla raccolta differenziata si trasformano in compost di qualità e in biogas, che a sua volta produce energia elettrica.
La fusione di ARAL ed AMIU rientrerà certamente in un più ampio progetto di riduzione ed accorpamento di tutte le municipalizzate, al fine di conseguire una importante diminuzione della spesa comunale
La materia dello smaltimento però richiede una operatività in sinergia dei 3 Consorzi smaltimento rifiuti: ARAL per il bacino alessandrino, COSMO per l’area del casalese, il CSR ( Consorzio Servizio Rifiuti) per tortonese ed acquese.
Si potrebbe pensare altresì ad una aggregazione delle 3 società: adottando l’impianto ARROW BIO i costi sarebbero ammortizzati più facilmente con riduzione delle tariffe per i cittadini.
2 PARTECIPATE
Attualmente le partecipate del Comune di Alessandria sono:
1. A.T.M. S.P.A.
2. A.M.A.G. S.P.A.
3. A.M.I.U. S.P.A.
4. A.R.AL. S.P.A.
5. A.RI.STOR. S.R.L.
6. A.S.P.AL. S.R.L.
7. S.V.I.AL. S.R.L.
8. ARGENT.AL. S.R.L.
9. AL.TRI. S.P.A.
10. LA CENTRALE DEL LATTE DI ALESSANDRIA E ASTI S.P.A.
11. S.I.T.AL. S.P.A.
12. OIKOS 2006 S.R.L.
13. PALAZZO DEL MONFERRATO
14. FARM.AL. S.R.L.
15. VALOR.I.AL. S.R.L.
16. RIVALTA TERMINAL EUROPA
- Cosa si intende fare di queste società e delle quote in esse detenute?
Risposta:
Il Comune di Alessandria presenta alcuni profili di criticità strutturale nella gestione finanziaria, le pronunce della Corte dei Conti sembrano confermarlo.
I suoi rapporti con le società partecipate presentano inoltre un quadro grave e controverso: sussistono dubbi sull’effettiva contabilizzazione integrale dei debiti che lo stesso ha nei loro confronti.
Il numero delle società partecipate e del personale è cresciuto significativamente in questi cinque anni contrariamente a quanto prevedeva il programma elettorale dell’amministrazione Fabbio.
La riorganizzazione delle municipalizzate comporterà la riduzione del numero di esse attraverso operazioni societarie di accorpamento per conseguire elevati risparmi.
Allo stato attuale non siamo a conoscenza neppure dei debiti complessivamente imputabili al Comune di Alessandria, essendo in corso una procedura innanzi alla Corte dei Conti di Torino ed una innanzi alla Procura della Repubblica di Alessandria.
Si osserva che il mancato rispetto del patto di stabilità ed il possibile dissesto del Comune di Alessandria costringeranno il futuro Sindaco ad accelerare verso la creazione di un serio piano di razionalizzazione di tutti i settori di competenza dell’ente locale.
Negli ultimi anni sono stati alienati molti beni immobili ed anche quote di importanti partecipate, ma la struttura societaria di alcune aziende ( FARMAL) è poco trasparente, mentre altre hanno recentemente approvato bilanci in perdita ( SVIAL e VALORIAL) anche a causa della crisi del mercato immobiliare.
E’ da osservare altresì che qualche partecipata ( SITAL) ha generato soltanto costi senza produrre progetti credibili nell’interesse dei cittadini: sono stati spesi 600 mila euro per viaggi in Cina e gettoni, a cui si aggiungono gli ultimi 150 mila euro di qualche giorno fa.
La SITAL è stata recentemente trasformata da SPA a SRL ed è stato altresì ampliato l’oggetto sociale: non si occuperà più solo di marketing e promozione del territorio ma anche della vendita di aree, cessioni e realizzazioni di immobili, realizzazione e gestione di complessi per attività economiche ed alberghiere.
In alcune municipalizzate siamo costretti quindi ad evidenziare la incapacità gestionale dei CDA: a tal proposito si cercherà di regolamentare meglio, per quanto possibile, la materia dei requisiti per accedere alla carica di membro dei CDA al fine di nominare soltanto persone dotate di un c.v. adeguato all’incarico da ricoprire.
L’ ATM e l’ARISTOR sono in una situazione drammatica anche per il semplice pagamento degli stipendi, anche l’AMIU presenta alcune criticità legate a crediti verso il Comune ed al recente appalto per la gestione della raccolta e trasporto dei rifiuti.
L’ATM e l’AMIU vantano un credito di circa 40 mln di euro dal Comune di Alessandria e si attendono gli esiti dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Alessandria.
In merito all’ATM siano favorevoli alla privatizzazione della società, ma preferiremmo che la quota in mano pubblica fosse del 51% in modo da garantire al Comune il potere di indirizzo politico-amministrativo: nel bando di privatizzazione sarebbe opportuno inserire l’obbligo per la ditta vincitrice di dotarsi di mezzi ecologici per assicurare il rispetto della salute dei cittadini e dell’ambiente.
Sullo smaltimento dei rifiuti la nostra proposta, come già detto, riguarda la costruzione dell’impianto ARROW BIO ed opereremo su tale strada cercando soluzioni giuridiche adeguate.
L’ ASPAL ha avuto una esistenza travagliata e attualmente vi è un passivo di 900 mila euro: sarà opportuno condurre operazioni volte a migliorare l’efficienza della struttura, valutando analiticamente i vari settori di intervento.
Aspal ha in carico cento dipendenti ed espleta attività variegate e non omogenee: le Amministrazioni degli ultimi 10 anni hanno avuto una visione confusa della sua mission.
Al.tri, la società costituita per la riscossione dei tributi, non ha ancora mosso i primi passi e secondo noi è antieconomico il suo trasferimento da Palazzo Cuttica all’Ex-mercato di via San Lorenzo, all’interno di locali in affitto e ancora da adeguare; la Determinazione Dirigenziale che prevede la attribuzione ad Al.Tri di 180 mila euro è censurabile.
Riconciliare la contabilità dell’Ente con quella delle società partecipate, anche per non mettere in pericolo la continuità della loro attività aziendale, in forte sofferenza finanziaria, dovrà essere uno dei compiti prioritari di chi cercherà di gestire l’eredità pesante di questa amministrazione.
La cessione eventuale di quote delle partecipate è comunque da valutarsi in ossequio al quadro normativo vigente ed alle novità che saranno introdotte dal Premier Monti.
3. PISTE CICLABILI
- E’ intenzione del candidato potenziarla? Se si quali zone e quali percorsi?
Risposta:
Vogliamo realizzare la passerella ciclopedonale per collegare il quartiere Cristo, una passerella dalla stazione ai giardini e un’altra per collegare l’ospedale civile al parcheggio.
Compatibilmente con le risorse finanziarie cercheremo anche di realizzare piste ciclabili di collegamento con i sobborghi.
Riteniamo assolutamente interessante altresì creare un percorso naturalistico ciclopedonale che, utilizzando sentieri esistenti o recuperando tratti ormai in disuso segua le rive del fiume Tanaro da Villa del Foro fino alla confluenza con la Bormida e poi risalga questa fino al ponte della ferrovia.
Il percorso ciclopedonale consentirebbe il riappropriarsi di un’ampia area di sfogo per il tempo libero, per praticare attività sportive, ma anche di avere dei positivi impatti economici attraverso uno sviluppo turistico che potrebbe avere come filo rosso di collegamento i musei presenti sul territorio valorizzandone la presenza poichè già da soli racchiudono la nostra storia in un percorso virtuale: il Museo di Forum Fulvii, il Museo del Fiume, il Museo C’era una Volta, il Teatro delle Scienze, il Museo del Cappello che ha avuto così tanti legami con il fiume, la nostra biblioteca civica, il Marengo Museum che andrebbe collegato con una pista ciclopedonale alla città.
Non è un’utopia perché una buona valorizzazione del nostro territorio attirerebbe visitatori da altre città e da altre nazioni, basta impegnarsi e seguire l’esempio delle tante città fluviali, alcune delle quali anche vicine, che hanno ben saputo riconquistare il rapporto coi loro fiumi attraverso il recupero delle sponde per renderle fruibili.
Fino ad ora le istituzioni competenti non hanno dimostrato nessun concreto interesse per il progetto, snobbando una importante opportunità di sviluppo turistico del territorio; atteggiamento ancora più inspiegabile, considerata la fortuna di avere nel capoluogo un terminale come autozug e autoslap, che riversa centinaia e centinaia di turisti dal nordeuropa, dove la pratica del cicloturismo è ampiamente diffusa.
La nuova stagione di promozione del territorio apertasi con l’avvio del terminale ferroviario autozug potrebbe trovare nel percorso lungo Tanaro e Bormida un ulteriore volano di sviluppo, visto il grande interesse per questo tipo di infrastrutture da parte dei turisti stranieri.
4. CISSACA
- In merito al debito contratto dal Comune con il Consorzio..cosa si intende fare?
Risposta:
Il debito del Comune di Alessandria è di circa 7 mln di euro ed occorre ovviamente onorarlo con un piano dettagliato di rientro.
Sul futuro del CISSACA è necessario coinvolgere tutti i centri decisionali, quindi ASL, Regione Piemonte, comuni consorziati, per impostare una linea comune per i suo futuro assetto giuridico.
Nei prossimi mesi il CISSACA dovrà estinguersi come Consorzio in base alla normativa vigente, la Regione Piemonte oltre ad aver tagliato i fondi per il sociale è orientata a delegare le funzioni dei consorzi dei servizi sociali alle ASL attraverso un meccanismo di dubbia efficacia..
Si potrebbe pensare ad una unione dei comuni per l’esercizio delle funzioni del CISSACA, anche se tale scelta non comporterebbe enormi benefici..
Restano altre due forme giuridiche ovvero l’azienda speciale consortile oppure la gestione diretta da parte del comune, ma è evidente che occorrerà tutelare la professionalità degli operatori e garantire l’espletamento dei servizi in un contesto delicatissimo, quello dei servizi alla persona.
5. VALORIZZAZIONE IMMOBILI
- Qual è il piano di rilancio della Cittadella e della EX caserma Valfrè? soprattutto come si prevede di coprirne i costi ?
Risposta:
La Cittadella è un bene storico di notevole importanza che richiede una adeguata valorizzazione attraverso il concorso di vari enti: Comune di Alessandria, Provincia di Alessandria, Fondazione CRAL, Ministero della Cultura ed Unione Europea.
Non è pensabile che il Comune di Alessandria possa operare da solo, vista la sua situazione economica disastrosa.
Due sono infatti le cose che sono evidenti a tutti: la Cittadella non è ancora pienamente valorizzata, e soprattutto la Cittadella ha capacità di espansione economica tanto grandi da essere oggi difficilmente quantificabili a livello di struttura e a livello di indotto nel ritorno sul territorio.
La strada da seguire è chiara: il modello, vincente in questo settore, cui bisogna guardare è quello francese.
In Francia infatti la storia e la tradizione della architettura militare sono affini all’esperienza italiana e già da molto tempo strutture di dimensioni anche più ridotte rispetto alla Cittadella di Alessandria ricevono attenzione e un impiego turistico efficace e produttivo.
Alessandria ha dunque tutte le carte in regola per essere a pieno titolo capofila di un circuito di strutture che sappia accendere l’interesse turistico per la città e per il suo circondario.
Si tratta di un progetto di lungo periodo, ma se si vuole costruire il rilancio di Alessandria su basi solide bisogna avere il coraggio di gettare lo sguardo al futuro.
La Cittadella si potrebbe anche utilizzare come sede per la Festa Nazionale degli Alpini, un evento importantissimo che farebbe confluire in Alessandria centinaia di migliaia di alpini, con conseguente aumento degli introiti per i commercianti di Alessandria.
Naturalmente la vocazione naturale di questa struttura potrebbe essere la creazione di un museo delle armi, raccogliendo dotazioni belliche di varia tipologia da associare alle attuali mostre sulle divise.
La Cittadella, il Museo di Marengo e alcuni spazi espositivi devono essere inseriti in un adeguato percorso internazionale sfruttando tutti le società che si occupano di promozione di eventi sul territorio alessandrino.
Vista la scarsità delle risorse comunali si potrebbe pensare anche a qualche accordo di sponsorizzazione come quello realizzato a Roma per il Colosseo dall’imprenditore Diego Della Valle, di concerto col Ministero dei Beni culturali.
E’ necessario implementare anche il servizio AUTOZUG e favorire convenzioni con gli albergatori per portare turisti nella nostra città: ciò produrrà benefici notevoli anche per il commercio alessandrino.
A tal fine si può pensare anche alla Caserma Valfrè come sede per realizzare importanti iniziative culturali, economiche e formative: si potrebbe dotare Alessandria di un campus universitario da sviluppare nell’area che va dalla ex Caserma dei Carabinieri di via Cavour a una parte della Valfrè.
La Caserma Valfrè potrebbe anche essere usata come sede per il mercato ambulante: il parcheggio di piazza Garibaldi sarebbe così libero e pienamente fruibile per i cittadini che decidono di recarsi in centro per fare acquisti, magari con una o due ore di parcheggio gratuito.
6. PONTE
E’ intenzione proseguire con la realizzazione del Ponte meyer? Se no quali sono le soluzioni alternative?
Risposta:
Il ponte Meier è un’opera senza dubbio costosa, soprattutto vista la situazione tragica del Comune di Alessandria, ma la fase procedimentale amministrativa è giunta alla firma del contratto nelle scorse settimane.
Dal punto di vista del diritto amministrativo probabilmente sarebbe ancora possibile rinunciare all’opera pagando penali alle imprese che si sono aggiudicate l’opera in ATI.
Si tratta di valutare l’operazione applicando il criterio dell’analisi costi-benefici.
I fondi sono già stati stanziati da vari enti e quindi sono vincolati alla realizzazione di tale opera.
Noi riteniamo tuttavia che una passerella ciclopedonale per unire il centro cittadino con la Cittadella potrebbe essere sufficiente e avrebbe costi molto contenuti.
7. INQUINAMENTO ATMOSFERICO
- Quali sono le misure da adottare contro la presenza di sostanze nocive presenti nell’aria (PM10) spesso oltre i limiti di legge? Blocco del traffico? Creazione di aree a traffico limitato?
8. VIABILITA’
- E’ favorevole o contrario al divieto di transito per le automobili nel centro storico?
Risposta:
Siamo favorevoli ad una vera ZTL per il centro città: l’uso indiscriminato delle auto provoca malattie respiratorie e gravi danni alla salute.
Negli ultimi mesi Alessandria ha raggiunto il livello 3, ovvero il livello massimo di inquinamento.
Il Sindaco Fabbio è stato totalmente immobile per 4 anni.
Vogliamo una città più vivibile per anziani, bambini e disabili: per questi ultimi costruiremo le opere necessarie per garantire una migliore mobilità.
In caso di superamento dei limiti PM10 si valuterà anche il blocco del traffico tenendo conto delle esigenze delle categorie interessate e di quelle dei cittadini: siamo in attesa delle risposte dei commercianti ad un questionario.
Ci permettiamo anche di segnalare l’obsolescenza dei bus ATM, a tal proposito noi valutiamo positivamente il cd Hybus, l’autobus ibrido progettato da Pininfarina, che ha debuttato in piazza Duomo, a Milano, in occasione di MobilityTech, il forum internazionale sull’innovazione tecnologica per lo sviluppo della mobilità e dei trasporti (24-25 ottobre).
Pininfarina ha trovato una soluzione efficace e conveniente adatta a raggiungere obiettivi ambientali e di emissione sempre più rigorosi.
Il progetto consiste nella conversione di autobus attualmente equipaggiati con motori Euro 0–1–2 in autobus con motorizzazione ibrido seriale.
Il modello che è stato esposto in piazza Duomo è il primo prototipo dimostrativo, sviluppato con la collaborazione di GTT, municipalizzata di Torino, con lo scopo di testare la tecnologia e verificarne la fattibilità industriale.
La conversione in ibrido di un vecchio autobus a motore termico ha un doppio vantaggio: ridurre l’inquinamento delle nostre città e contenere i costi e gli investimenti.
9. SICUREZZA IDROGEOLOGICA
- Periodicamente i sobborghi di Alessandria sono oggetto di allagamenti per le piene dei fiumi (S. Michele, Astuti, Osterietta,ecc.ec.) come si pensa di risolvere questo problema e con quali risorse? E’ favorevole o contrario alla realizzazione di casse di laminazione?
Risposta:
La messa in sicurezza del nodo idraulico di Alessandria è importante: occorre agevolare il progetto dell’AIPO per rialzare i vecchi argini tra i ponti ferrovia e Forlanini mancanti del metro di franco stabilito per legge, per la creazione degli 800 metri di argine in zona Osterietta, per sollecitare la realizzazione del progetto dell’AIPO relativo al Rio Loreto al fine di garantire la sicurezza dei cittadini.
Il ricorso al TAR di Italia Nostra ha determinato uno slittamento della procedura attivata dall’AIPO: purtroppo i lavori saranno ultimati presumibilmente a fine 2012, nella migliore delle ipotesi.
E’ necessario anche monitorare i fiumi, dragarli quando è necessario sollecitando i piani dell’AIPO che indicano la gestione dei sedimenti (PGS in sigla) perchè dragare i fiumi senza criteri scientifici oggi è un’operazione molto rischiosa, che potrebbe destabilizzare il loro profilo di equilibrio; è necessario altresì pulire i fossi.
A nostro parere ristabilire la figura del “cantoniere” potrebbe essere una buona soluzione, adottando altresì a pieno regime l’ordinanza di “obbligo” della pulizia dei fossi, che in difetto saranno puliti dall’autorità competente con addebito dei costi ai cittadini inadempienti.
Non è altresì tollerabile che ogni volta che piove alcune famiglie di Astuti, San Michele, Osterietta, subiscano disagi e in alcuni casi danni alle loro abitazioni ed attività commerciali.
Sulle casse di laminazione il discorso è più complesso: siamo a conoscenza del progetto dell’ing. Lombardi e di uno studio presentato dall’ Ing. Domenico Danese e dall’ Ing. Federica Pellegrini per conto dell’AIPO di creare tre casse di laminazione ma occorre avere il consenso dei proprietari dei terreni, quantificare il costo per l’Amministrazione Comunale e valutare i costi progettuali in modo oggettivo.
In conclusione, pur valutando che le casse di laminazione a nostro giudizio potrebbero essere un’ulteriore forma di sicurezza si ritiene la loro realizzazione molto difficile sia per le risorse necessarie sia per la destinazione d’uso del nostro territorio prevalentemente ad agricoltura intesa in senso lato.
A riprova di quanto affermato si pone l’attenzione sulla difficoltà della realizzazione degli argini in sponda sinistra (località Osterietta) ed altresì in sponda destra (argine Orti) per l’opposizione di alcuni proprietari di terreni.
Il problema risulta ancora più complesso in quanto gli studi evidenziano la necessità dell’adeguamento degli argini che mancano del metro di franco per la sicurezza ed evidenziano sostanzialmente criticità come ad esempio il ponte della ferrovia rifatto secondo standard inadeguati.
10. PERSONALE
- Pensa di ridurre il numero di dirigenti comunali e le posizioni organizzative in servizio presso il Comune ?
- Cosa pensa in merito alla regolarizzazione dei precari?
Risposta:
Alcuni Dirigenti del Comune andranno in pensione tra pochi mesi, noi riteniamo che si possano attuare risparmi di spesa accorpando le Direzioni e possibilmente diminuendo gli emolumenti dei Dirigenti: in merito alle PO, noi pensiamo che debbano essere conferite nel rispetto della legge, ovvero solo quando vi sia la oggettiva necessità di coordinare Uffici complessi con funzioni rilevanti.
La vecchia bozza sul conferimento delle PO redatta nella fase finale della Giunta Scagni potrà essere certamente riesaminata ed analizzata con le RSU del Comune di Alessandria.
Naturalmente gli incarichi di PO saranno conferiti con bando pubblico: tutti i funzionari di Cat D in possesso dei requisiti potranno presentare domanda e partecipare alla selezione consistente in un colloquio che avrà la finalità di valutare il cv e le attitudini dei candidati.
Siamo favorevoli alla stabilizzazione dei precari, compatibilmente con la situazione finanziaria dell’Ente e con le restrizioni derivanti dal mancato rispetto del patto di stabilità.