Su La Stampa di venerdì 28.10.2011 ”Ho scoperto in primavera di avere il mesotelioma, una forma di tumore molto grave che dipende dalla mia giovinezza a Casale Monferrato”. Il filosofo Pier Cesare Bori (figlio del noto avvocato Antonio che fu presidente dell’Ordine forense) alcuni giorni fa, ospite della trasmissione “Uomini e profeti”, su Rai Radio3, ha parlato della malattia da cui è stato colpito. Conversando con la conduttrice Gabriella Caramore ha spiegato con pacatezza: “Ho preso questa malattia praticamente nella mia giovinezza (Bori è nato nel 1937), visto che sono rimasto a Casale fino al 1958. “E’ impressionante” ha aggiunto spiegando che “le fibre si infilano nel polmone e determinano disastri”. Un disastro che ha comportato, nel suo caso, un intervento chirurgico (“sto parlando con un polmone in meno”) e la conseguente chemioterapia (“molto difficile e impegnativa, ma che sta andando abbastanza bene”). Il filosofo, dal 1970 docente all’Università di Bologna e autore di numerosi libri, ha anche detto di considerare “questo percorso così difficile un dono, un privilegio”. Ha scritto una lettera contenente considerazioni sul dolore e sul senso di dover vivere “nella presenza” cioè “credendo nella vita e nell’amore, con la consapevolezza, al tempo stesso, che non è tutto lì: c’è un ‘oltre’ che va al di là del presente”. La Stampa – Silvana Mossano